Creato Venerdì, 27 Maggio 2011 16:06 Scritto da Francesca Mancuso

Un altro dei misteri dell'universo potrebbe essere risolto. A dare il proprio contributo, però, questa volta non è stato uno scienziato di grande esperienza né un satellite iper tecnologico, ma una giovane studentessa dell'Università Monash di Melbourne, che ha rivelato importanti novità riguardo alla 'massa mancante'.
Dopo appena tre mesi di osservazioni ai raggi X, Amelia Fraser-McKelvie, questo il nome della studentessa di ingegneria aerospaziale, lavorando insieme ad un team di astrofisici della Scuola di Fisica dell'ateneo australiano, ha scoperto la cosidetta massa mancante dell'universo.
Osservando con più attenzione i dati raccolti dai colleghi, la stagista ha notato alcuni filamenti, ossia gruppi di galassie sfuggiti agli altri esperti, che confermerebbero l'ipotesi secondo cui tale massa esisterebbe davvero. Grazie alla scoperta potrebbe cambiare anche il modo con cui costruire i telescopi.
Questo il commento del relatore della studentessa, Kevin Pimbblet: "Si pensava da un punto di vista teorico che nell'universo dovesse esserci circa il doppio della massa, rispetto a quella che è stata osservata. Si riteneva che la maggior parte di questa massa mancante dovesse essere situata in strutture cosmiche di grande scala fra i gruppi di galassie, chiamate filamenti. Gli astrofisici ritenevano che la massa fosse di bassa densità ma alta di temperatura, attorno al milione di gradi Celsius. In teoria quindi avrebbe dovuto essere osservabile sulle lunghezze d'onda dei raggi X. La scoperta di Fraser-McKelvie ha dimostrato che l'ipotesi era corretta".
Francesca Mancuso