Creato Mercoledì, 30 Marzo 2011 09:46 Scritto da Francesca Mancuso

È stato inaugurato ieri presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucelare, l’esperimento Icarus (Imaging Cosmic and Rare Underground Signals), ideato dal premio Nobel Carlo Rubbia.
Neutrini dal Cern. Compito principale di Icarus sarà captare i raggi cosmici. Attivo già dal 27 maggio 2010, il dispositivo fin dai subito ha registrato i dati a disposizione, ad esempio catturando le tracce dei rari raggi cosmici che raggiungono le profondità del laboratorio abruzzese, ma soprattutto gli eventi delle interazioni dei neutrini del fascio proveniente dal Cern, in un viaggio che percorre la crosta terrestre per oltre 700 chilometri e viene captato proprio sotto il Gran Sasso.
L'Universo. Oltre ai neutrini provenienti dal Cern di Ginevra, l’esperimento Icarus avrà un altro compito importante: studiare anche quelli che abitano l'atmosfera e quelli che provengono dal Sole. Inoltre, oggetto di studio saranno anche le esplosioni di Supernovae e il collasso di stelle di neutroni. Ancora un passo avanti, dunque, alla scoperta dell'universo.
L'obiettivo più ambizioso. Ultimo non per importanza, l'esperimento Icarus cercherà di osservare per la prima volta nella storia il decadimento dei nucleoni (protoni e neutroni).
Come funziona. Icarus è a tutti gli effetti un rivelatore a fili. Si trova immerso in 600 tonnellate di argon liquido e ciò consente di registrare elettronicamente il passaggio delle particelle ionizzanti prodotte dai raggi cosmici dai neutrini e 'leggendo' le cariche elettriche rilasciate lungo la traccia dal processo di ionizzazione. Si tratte del più grande rivelatore ad argon liquido mai realizzato al mondo, che fornirà agli addetti ai lavori immagini ad alta risoluzione degli eventi registrati. Ci sono voluti 20 anni di lavoro e di ricerca per realizzarlo. Al momento vi lavorano i fisici di numerose sedi INFN e di Dipartimenti universitari italiani (L’Aquila, LNGS, Milano, Napoli, Padova, Pavia) ma anche gruppi di fisici polacchi, americani e russi.
Carlo Rubbia, portavoce e ideatore dell'esperimento ha commentato: "Icarus permetterà di studiare in modo innovativo ed originale le interazioni dovute ai neutrini, queste straordinarie particelle di fondamentale importanza per la conoscenza dell'Universo. Abbiamo oggi appreso che i neutrini non sono una semplice copia delle particelle elementari, ma che contengono delle caratteristiche uniche e ad essi specifiche. In particolare, i neutrini potrebbero essere la causa principale dell'esistenza della materia oscura, una delle più grandi scoperte degli ultimi anni. La materia oscura ci indica che ciò di cui siamo fatti, la materia adronica generata all'istante della cosmogenesi, non è la forma principale della materia dell'Universo. il 95% dell' universo è ancora da scoprire!".
Tanti misteri devono essere ancora svelati, ma oggi il nostro paese ha unostrumento in più per farlo.
Francesca Mancuso