Cern: con l'Lhc possibili anche i viaggi nel tempo

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Inviare messaggi nel passato e nel futuro, viaggiare nel tempo come ci raccontano i romanzi di fantascienza: andiamo piano ma non troppo perché forse potrebbe nascere tra poco la prima macchina del tempo. È l’Lhc, il più grande acceleratore di particelle del mondo, che ha sede al Cern di Ginevra e che è in funzione dal 2009. Lo afferma uno studio condotto da un gruppo di ricerca della Vanderbilt University (Usa).

Il sofisticatissimo strumento, usato per generare fasci di ioni e particelle subatomiche ad altissima energia, ha ora un’importante missione: trovare il ‘bosone di Higgs’, una particella teorizzata ma mai individuata sperimentalmente, invocata da molti fisici per spiegare l’esistenza della massa in particelle come protoni, neutroni ed elettroni.

Gli scienziati dicono che, se l’acceleratore produrrà finalmente questa particella, ne produrrà anche un’altra, chiamata ‘singoletto di Higgs’, in grado di viaggiare nel tempo in base ad una teoria secondo cui questa infinitesima parte della materia può saltare in una dimensione temporale, estranea alla nostra spaziale tridimensionale, effettuando così dei veri e propri 'viaggi nel tempo'.

In altre parole, come noi facciamo viaggi nello spazio perché viviamo in dimensioni spaziali (3 per l’esattezza) , il singoletto di Higgs si muoverebbe nel tempo perché il suo spazio è temporale. Gli autori sottolineano che la loro “è una teoria forse azzardata, ma che non vìola alcuna legge fisica né contraddice risultati sperimentali”.

Il lavoro per ora è stato pubblicato solo su arXiv, un archivio per pubblicazioni scientifiche non soggetto a revisione di esperti. È in attesa di avere il benestare della comunità scientifica e di conferme sperimentali.

Roberta De Carolis

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