Creato Mercoledì, 09 Marzo 2011 11:34 Scritto da Federica Vitale

Il 29 gennaio 2011 è stato battuto un nuovo record: in una sola notte, un telescopio ha catturato l’immagine di ben 19 asteroidi. Il telescopio in questione si trova sulla sommità del vulcano Haleakala sull’isola di Maui, alle Hawaii. L’inconsueto bottino, a detta degli astronomi, ha dell’incredibile se si pensa che tale primato è dovuto ad un singolo strumento. Mai in precedenza si era verificato un fatto simile.
Pan-STARRS PS1, questo è il nome dell’eroico telescopio, acronimo di Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System, è stato appositamente ideato per andare a caccia di asteroidi e limitarne le minacce. Il suo principale obiettivo misura 1,8 metri e possiede una potenza di definizione di 1.400 megapixel. PS1 ha iniziato la sua carriera a maggio del 2010 e, da allora, ogni notte è in grado di catturare 500 foto del cosmo. La sua funzione, dunque, è molto importante e sicuramente di supporto per gli astronomi che di lui si avvalgono per determinare i possibili rischi di impatto con la Terra di potenziali asteroidi.
La notte del 29 gennaio, 19 immagini hanno attirato l’attenzione degli studiosi. E, soprattutto, due foto di altrettanti oggetti che potrebbero rappresentare un rischio per il nostro pianeta nei prossimi 100 anni. Due di questi corpi celesti, infatti, possiedono orbite che li porteranno estremamente vicino a quella della Terra. Dunque, un motivo in più per monitorarli.
“Questo numero record di scoperte mostra come PS1 sia il telescopio più potente al mondo per questo genere di studi”, spiega Nick Kaiser, a capo del progetto Pan-STARRS dell’Università delle Hawaii.
Dopo la rilevazione, le immagini sono state inviate al Minor Planet Center di Cambridge, dove si raccolgono i dati degli asteroidi e delle comete, permettendo così agli astrofici di osservare gli oggetti e identificarne le caratteristiche.
Gli scienziati scoprono gli asteroidi tracciandone i movimenti, mettendoli a confronto con lo sfondo statico del cielo e delle stelle. Grazie alle centinaia di foto proposte da PS1, è possibile mettere in parallelo ogni immagine ed evidenziarne cambiamenti e anomalie.
Spesso però il tempo atmosferico non gioca a favore degli scienziati. Tempeste o tormente di neve compromettono spesso questo delicato lavoro di comparazione. Ecco il motivo per cui numerosi telescopi, simili a PS1, sono posizionati in varie parti del pianeta.
Ora gli astronomi sono impegnati nell’ulteriore monitoraggio delle successive immagini fornite da PS1. Soprattutto, la loro attenzione si sta concentrando sulle due rocce considerate potenzialmente una minaccia per la Terra, sebbene non per il suo immediato futuro.
Federica Vitale