Creato Giovedì, 24 Febbraio 2011 10:45 Scritto da Federica Vitale

"Lo studio in atto potrebbe aiutare a spiegare come e perché Giove si sia formato ed evoluto". Queste le parole promettenti dell'astronomo Edward Guinan dell'Università di Villanova, durante il suo discorso tenutosi in occasione del 217esimo meeting dell'American Astronomy Society di Seattle.
Nella pratica, lo studio cui si riferisce Guinan afferma come sia possibile che un pianeta, simile per struttura a Giove, divori letteralmente la sua stella. Tale rivelazione aiuterebbe il mondo astronomico a comprendere come si sia sviluppato il nostro sistema solare e, probabilmente, molti altri complessi con caratteristiche simili e, quasi certamente, ospitanti un pianeta somigliante al gigante Giove.
Mentre orbita la stella, l'esopianeta modificherebbe la velocità di rotazione della propria stella. Lo studio si è concentrato sull’osservazione metodica del pianeta HD 189733b durante la sua orbita attorno ad una stella arancione appartenente al tipo delle 'stelle nane', il cui nome è HD 189733. La costellazione Vulpecula, scenario di tale analisi, si trova a circa 1100 anni luce dalla Terra. Il fenomeno esaminato è, appunto, l'orbita del pianeta attorno alla sua stella ad una distanza di solo il 3 per cento se rapportata a quella esistente tra la Terra ed il Sole. Per intenderci, un viaggio la cui durata sarebbe di soli due giorni.
La stella, con una massa ed un diametro di circa l'80 per cento di quelli del Sole, viene inglobata dal pianeta nel momento in cui essa raggiunge una velocità di rotazione due volte superiore a quella solare. Quando la stella raggiunge la velocità più alta, il pianeta perde la sua energia angolare orbitale e rallenta. Mentre il pianeta si trova alla sua massima vicinanza con la stella, si creerebbe la possibilità che i rispettivi campi magnetici creino un'orbita magnetica che permette al pianeta di sopravvivere.
Grazie alle recenti scoperte della missione Keplero della Nasa, è possibile affermare che scenari del genere non siano così insoliti. Anzi, il sistema solare, con i suoi 5 milioni di anni, ospiterebbe diversi pianeti sottoposti allo stesso processo di interazione magnetica con le proprie stelle. Ad ogni modo, degli oltre 500 esopianeti di recente scoperta, HD 189733 è il solo ad essere stato determinato in base all'età e alle proprietà fisiche.
Federica Vitale