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Marte: trovato perclorato sulla superficie

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Era il 1976 quando la sonda Viking 1 Lander di proprietà della Nasa toccò il versante occidentale del pianeta rosso, noto con il poetico nome 'le pianure d'oro'. La missione alimentò la nascita di nuove speranze riguardo alla possibilità di trovare tracce di vita su Marte.

La sonda iniziò così il suo viaggio sulla superficie marziana con il delicato e azzardato compito di raccogliere dei campioni di materiale organico. Sfortunatamente però gli esperti della Nasa declassarono l'importanza di tale materiale, scartandolo frettolosamente adducendo che si trattasse semplicemente di sostanze provenienti con ogni probabilità dal pianeta terrestre stesso.

 

Oggi un nuovo esperimento rivaluta quello che il prode Viking 1 fece trent'anni fa. A spiegarlo è Christopher Mckay, dell'Ames Research Center della Nasa con sede in California. Partendo dalla conferma che, contrariamente a quanto era stato affermato in passato, quello della sonda Viking era effettivamente materiale organico proveniente da Marte, la ricerca odierna si è avvalsa nella sua ricerca di una nuova sonda, il cui nome è Phoenix.

Risale dunque all'agosto 2008 ad opera della sonda Phoenix, la scoperta di un composto di cloro e ossigeno altamente ossidante e tossico, il perclorato. E proprio a causa di questa sua alta tossicità potrebbe rappresentare un pericolo per i futuri astronauti impegnati nella colonizzazione del Pianeta Rosso.

Sulla Terra il perclorato è stato trovato in pochissime zone; tra queste, il deserto di Atacama, in Cile. Tale area desertica è nota per essere un ambiente così secco da essere stato scelto persino come zona ideale per alcuni esperimenti legati all’esplorazione marziana. Inoltre, sempre nel deserto di Atacama, si è confermata la possibilità che alcune piante possano crescere anche in presenza di tale composto chimico.

La notizia del ritrovamento del perclorato sul territorio marziano era circolata con la straordinarietà dell'ipotesi che la sonda della Nasa avesse trovato addirittura tracce di vita su Marte. Sembrerebbe infatti che, da questo composto, alcuni microorganismi potrebbero trarre energia per sopravvivere.

Federica Vitale




Tags: nasa  vita su marte  marte  phoenix  energia  terra  

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