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Il dramma del Challenger e dell'Apollo 1. Sicurezza spaziale, la Nasa: c'è pericolo, ma sappiamo trattarlo

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Ricorre oggi il 25esimo anniversario del disastro del Challenger, la navicella della Nasa esplosa dopo meno di due minuti dal lancio; e riccorreva ieri, invece, la commemorazione della tragedia che coinvolse l'Apollo 1 nel lontano 1967, nella quale persero la vita tre astronauti: il pilota comandante Virgil I. Grissom, il pilota maggiore Edward H. White e il pilota Roger B. Chaffee. E la domanda che non possiamo fare a meno di porci è: quanto sono sicuri i voli nello spazio

Negli ultimi 30 anni del programma Space Shuttle, la Nasa ha lanciato ben 132 missioni con equipaggio. Solo due, Challenger e Columbia, hanno provocato la morte degli astronauti. Una media piuttosto bassa, se si considera l'elevato numero di missioni e voli spaziali. Anche il programma russo Soyuz ha una percentuale simile di fallimenti, con due incidenti mortali in poco più di 100 missioni con equipaggio.  

Non si tratta di rischi elevatissimi, se si considera la straordinarietà dell'impresa, le condizioni sicuramente non facili per l'uomo, in cui si svolge, e l'estrema precisione richiesta nella progettazione dei veicoli spaziali. 

Ma non è una passeggiata al parco, certo. E dalla Nasa fanno sapere che la componente del rischio è commisurata all'importanza della missione. "Dobbiamo ammettere che si tratta di materiale pericoloso, ma noi sappiamo come trattarlo", ha spiegato Bryan O'Connor, capo della sicurezza dell'agenzia spaziale americana e della missione Assurance Office. Che aggiunge: "Vale la pena farle se si ha per le mani una buona missione, ma non possiamo sottovalutarne i rischio"

C'è ancora un dato da considerare. Il rischio assume una prospettiva del tutto nuova se paragonato al record di sicurezza del trasporto aereo commerciale. Nel 2010, infatti, le compagnie aeree statunitensi non ha avuto un solo incidente mortale, con oltre 10 milioni di voli e circa 700 milioni di passeggeri trasportati.  

Una media piuttosto alta, e soprattutto rassicurante. Chiaramente, confrontare un viaggio su razzo a bassa orbita terrestre con un viaggio in prima classe da San Francisco a Los Angeles non è del tutto corretto. Le condizioni e i mezzi sono differenti. Volare nello spazio richiede inoltre una grande quantità di energia, la cui produzione genera di per sé un pericolo. 

Vale la pena rischiare la vita per colmare la sete di conoscenza? I rischi legati alle missioni spaziali sono paragonabili agli incidenti sul lavoro legati ai comuni impieghi? E soprattutto, alla luce degli enormi passi avanti realizzati in direzione del turismo spaziale, siamo davvero certi di non rischiare troppo?

Francesca Mancuso



Tags: nasa  spazio  apollo 1  space shuttle challenger  turismo spaziale  

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