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La Luna? Non è poi così diversa dalla Terra

 

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Per molto tempo abbiamo creduto che la Luna fosse composta al suo interno di un nucleo solido, che fosse un corpo geologicamente spento, e che si fosse formata con un lento e graduale accumulo di materia. Ma oggi tutto questo viene smentito, rendendo la Luna molto più simile al nostro pianeta: a dare la notizia un gruppo di ricerca del Marshall Space Flight Center della Nasa (Huntsville, Alabama, Usa). Il lavoro è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Science.

Gli scienziati hanno rianalizzato i dati inviati tra il 1969 e il 1972 da 5 sismografi posti sulla Luna durante il progetto Apollo ed hanno dimostrato che il nostro satellite ha un nucleo centrale solido ricco in ferro (raggio = 240 Km), circondato però di un nucleo esterno composto principalmente dallo stesso metallo ma in forma liquida (raggio = 330 Km), a sua volta ricoperto di materiale fuso (raggio = 480 Km). Una struttura di questo tipo è molto simile a quella del nostro pianeta e implica che anche la Luna ha avuto molto probabilmente un’origine simile. 

Il fatto che sia composto di un nucleo in parte liquido induce a ritenere infatti che, come la Terra, il nostro unico satellite non si sia originato da un lento accumulo di materia, che non spiegherebbe la presenza di sostanze a così alta temperatura da essere allo stato fuso, ma con un violento bombardamento che avrebbe generato le condizioni termiche tali da avere questa struttura.  

Il risultato è stato ottenuto grazie al potenziamento dei calcolatori in grado di analizzare dati a bassissima risoluzione che negli anni delle missioni Apollo era impossibile rielaborare. Gli eventi sismici sulla Luna infatti sono generalmente di scarsa intensità, cosicché i sismografi rivelano onde che si confondono con il cosiddetto ‘rumore di fondo’, ovvero il segnale dovuto in parte allo strumento stesso e in parte ai movimenti della crosta indipendenti da un eventuale sisma vero e proprio. 

Abbiamo messo in pratica metodologie applicate nella sismologia della Terra - spiega Renee Weber, che ha guidato il lavoro - e in questo modo siamo riusciti a presentare per la prima volta una tecnica valida a rilevare il nucleo della Luna. Speriamo di continuare a lavorare con i dati dei sismografi di Apollo per raffinare ulteriormente le nostre stime sulle proprietà del nucleo e per caratterizzare i segnali della Luna il più chiaramente possibile - aggiunge poi lo specialista - in modo da poter contribuire all’interpretazione corretta dei dati che verranno da future missioni”. 

A questo proposito la Nasa ha annunciato il lancio di una nuova missione proprio quest’anno. La spedizione consisterà nell’invio di due navicelle spaziali che entreranno insieme nell’orbita della Luna per misurarne il campo gravitazionale con dettagli mai avuti prima. Il progetto servirà inoltre a rispondere ad antiche domande riguardo il nostro satellite, fornendo agli scienziati informazioni sulla struttura sotto la superficie e, indirettamente, sulla storia di questo nostro importante corpo celeste.

Roberta De Carolis

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Tags: luna  nasa  terra  spazio  

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