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Dal Mit le tute spaziali che simulano gravità

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Chi non ha presente le immagini degli astronauti in pantaloncini e maglietta, legati in mille modi e cosparsi di sensori, che fanno ginnastica a gravità zero? Ebbene tra le tante sfide che lo spazio ci impone c’è quella di combattere la perdita di massa ossea. Un astronauta, infatti, perde l’uno/due per cento della propria massa ossea per ogni mese che passa nello spazio.

Già dalle missioni Gemini prima (le prime della Nasa con equipaggio umano) e con le permanenze sulla stazione spaziale Iss poi, si è dunque cercato di contrastatre il problema con l’attività fisica senza mai avere, tuttavia, risultati davvero efficaci.

Ora, però, immaginate un viaggio di due anni per raggiungere Marte, risolto il problema dell’aria, dell’acqua e del cibo (oltre che della noia), rimane evidente il problema dell’indebolimento del nostro scheletro.

A questo proposito un gruppo di ricerca del Massachusset Institute of Technology ha progettato e sta testando delle tute che dovrebbero mantenere intatte le ossa degli astronauti simulando gli effetti della gravità.

In condizioni di gravità normale, come sulla Terra, le gambe devono sopportare la maggior parte del peso corporeo, ma le tute disegnate dal gruppo del Man MIT-Vehicle Laboratory per mezzo di strisce elastiche tendono ad esercitare una forza tensoria longitudinale (torso-gambe) in grado di simulare l’attività fisica in condizioni di gravità normali e non permettere l’indebolimento del sistema muscolo scheletrico.

Chi sa se l’aspetto da spider-man darà una mano a risolvere anche il problema della noia.

Andrea Pallini



Tags: spazio  tuta spaziale  mit  

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