Creato Giovedì, 23 Dicembre 2010 09:02 Scritto da Federica Vitale

E se la Terra ospitasse luoghi simili a quelli che si potrebbero incontrare su Marte? Questo sicuramente aiuterebbe a comprendere la storia e l’evoluzione di questo pianeta che tanto intriga ed affascina gli astrofisici. Ovviamente però sul nostro pianeta nessun posto riproduce esattamente le condizioni in cui ci si potrebbe imbattere su Marte; ma è possibile incontrare quelle che, in epoche assai lontane, lo hanno caratterizzato.
Grazie ad alcune accurate analisi sui mutamenti subìti dal pianeta marziano, è possibile oggi comprendere molto della sua evoluzione storica. Inoltre, con le derivanti similitudini delle trasformazioni vissute dalla Terra, i ricercatori potrebbero panificare meglio le future missioni in programma alla volta di Marte.
L’astrobiologo Alberto Fairen del SETI Institute, Search for Extra-Terrestrial Intelligence, organismo il cui scopo è la ricerca della vita intelligente extraterrestre, ha identificato i tre stadi durante i quali Marte si sarebbe evoluto. Nello specifico, lo studio condotto da Fairen e dal suo team ha analizzato “l’evoluzione di Marte spiegandone i parallelismi con alcuni posti presenti sulla Terra”.
Primo stadio, Marte ghiacciato. Risale ai primi 700/900 milioni di anni del ‘neonato’ pianeta rosso, quella che gli scienziati definiscono l’era più fredda che il pianeta abbia patito. Le temperature erano proibitive e la superficie era probabilmente ricoperta di acqua. Potenzialmente, dunque, avrebbe potuto ospitare forme di vita. Molti depositi minerari e ed ex bacini acquiferi, di cui oggi siamo venuti a conoscenza, sembrano risalire a questa epoca. Il Polo Nord terrestre, alcune zone dell’Australia occidentale o del Canada artico presentano le stesse caratteristiche. La loro composizione chimica, inoltre, potrebbe aver preservato alcune forme di vita.
Secondo stadio, Marte innevato. Non appena le condizioni ambientali sul pianeta sono diventate sempre più secche e fredde, l’acqua fino ad allora presente ha cominciato a ghiacciarsi. La scomparsa del campo magnetico ed il congelamento di gran parte della superficie marziana ha reso praticamente impossibile la sopravvivenza di qualsiasi microrganismo. E’ l’epoca che risale a circa 3 miliardi di anni fa. Gli astrobiologi sono particolarmente interessati al modo in cui alcuni microbi o tracce di vita si siano preservati allo stesso modo che in alcuni ambienti terrestri. Pare infatti che, oltre al congelamento in superficie, frequenti fossero anche i fenomeni di vulcanismo e di inondazioni delle terre più basse. Sul suolo terrestre, condizioni simili si riscontrano solo nelle regioni artiche, in Antartide ed in Groenlandia.
Terzo e ultimo stadio, Marte iperarido. È l’epoca che perdura negli ultimi 3 miliardi di anni e nota per essere estremamente arida e fredda. Marte appare come un pianeta continuamente minacciato e colpito dalle radiazioni ultraviolette del Sole. Sebbene non siano presenti sulla Terra posti caratterizzati dalle stesse condizioni climatiche, il deserto di Atacama in Cile propone una di queste peculiarità: il calore che fa evaporare l’acqua. Il suolo, pertanto, ospiterebbe dei batteri ed alcuni organismi che potrebbero essere presenti anche sulla superficie marziana.
Il dibattito non sembra esaurirsi. Lo scienziato planetario Victor Baker, dell’Università dell’Arizona, aggiunge che “comprendere i vari periodi della storia del pianeta rosso potrebbe aiutare a formulare strategie riguardanti i posti in cui ricercare forme di vita”. Nulla di assodato, ma sicuramente molto accattivante. Di certo un modo per rendere più simile a noi un pianeta ancora poco conosciuto ed inospitale come Marte.
Federica Vitale