Creato Giovedì, 16 Dicembre 2010 11:37 Scritto da Augusto Rubei

La Soyuz è partita puntuale, dalla base di lancio di Baikonur, nel Kazakhstan, alle 20:03 di ieri, come previsto. Meta: Stazione Spaziale Internazionale (Iss). E a bordo Paolo Nespoli, astronauta dell'Esa, l'americana Cathrine Coleman e il russo Dmitri Kondraryev, che resteranno in orbita per sei mesi. Un tempo record nel caso italiano: è la prima volta, infatti, che un astronauta del nostro paese resta per un periodo tanto lungo nello spazio.
"La navicella è veramente piccola ed i posti sono come quelli posteriori di un'automobile ma la cosa importante è la sicurezza", ha dichiarato Nespoli, che ha però aggiunto di essere "sicuro che la navicella ci condurrà nello spazio e ci riporterà indietro sani e salvi".
La missione. Il rientro è previsto per il 16 maggio 2011, pertanto la missione durerà esattamente 152 giorni. Il 17 dicembre la navetta russa Soyuz si aggancerà alla stazione orbitale e i tre astronauti dovranno entrare nella struttura in orbita. Trenta gli esperimenti stabiliti all'interno del progetto. Si passerà "dalla fisiologia umana alla fisica dei fluidi, fino a misure utili all'estrazione di petrolio".
"Nespoli - ha commentato la responsabile del Direttorato per il Volo umano dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Simonetta Di Pippo - è il terzo europeo ad affrontare una missione di lunga durata ed è il primo astronauta europeo che ha la responsabilità di controllare l'attracco della navetta automatica Atv alla stazione orbitale".
Twitter chiama Terra. "Il mio obiettivo è inviare a Terra ogni giorno un Tweet e una foto", ha detto Paolo Nespoli, che poi ha confidato: "Negli ultimi 10-15 giorni ho preso confidenza con Twitter per mandare messaggi tutti i giorni dalla Stazione Spaziale. Sarò AstroPaolo". La scelta di precedere al nome di battesimo la parola 'Astro' "è in linea con quella fatta dagli astronauti della Nasa, che su Twitter si firmano con il nome di battesimo preceduto da 'Astro'".
Augusto Rubei