Creato Martedì, 14 Dicembre 2010 17:20 Scritto da Augusto Rubei

Gli anelli di Saturno sarebbero comparsi dopo una collisione tra il pianeta e un satellite dalle dimensioni di Titano. A formulare la teoria, pubblicata in questi giorni su Nature, è stato un team di ricercatori del Southwest Research Institute.
Partendo da un approfondito studio sulla composizione inusuale degli anelli del gigante gassoso, "costituiti per il 90-95 per cento da ghiaccio d'acqua e per il resto da polveri e detriti provenienti da meteoriti rocciosi", gli scienziati hanno passato al vaglio la revisione della precedente teoria, che attribuiva l'origine degli anelli agli effetti di un deciso impatto tra Saturno ed una cometa.
Per Robin M. Canup, vicepresidente associato dell'SwRI Planetary Science Directorate di Boulder, in Colorado, "questo scenario avrebbe probabilmente prodotto anelli con una costituzione di ghiaccio e di polveri pressoché paritaria".
Lo studio. Considerando i precedenti lavori che hanno portato a ipotizzare come al principio Saturno fosse 'accompagnato' da più satelliti grandi quanto Titano, e che i più vicini avessero concluso la loro esistenza "spiraleggiando verso il pianeta", Canup e colleghi sono riusciti a dimostrare che uno di tali satelliti "ha probabilmente attraversato l'attuale fascia B degli anelli", conservando il suo nucleo roccioso e perdendo però, a causa delle forze di marea, materiali dai suoi strati più esterni.
Nel corso del tempo, hanno dunque aggiunto i ricercatori, "le collisioni verificatesi nell'anello ne hanno determinato l'ampliamento in senso radiale e la diminuzione delle masse degli oggetti".
Dopo di che, il materiale dell'anello dispersosi verso l'interno sarebbe andato perduto, mentre quello finito oltre il limite esterno dell'anello si sarebbe "accumulato in satelliti ghiacciati con masse stimate dell'ordine di quelle delle lune interne" che si possono osservare ancora oggi.
"Il nuovo modello considera gli anelli come primordiali, cioè formati dagli stessi eventi che hanno portato Titano a essere l'unico grande satellite di Saturno", ha infine concluso Canup. "Ciò implica che gli anelli e le lune di Saturno più interne di Tethys hanno un'origine comune, e sono ciò che resta del perduto satellite compagno di Titano".
E intanto gli astronomi puntano sulla sonda Cassini, che avrà il compito di misurare la massa degli anelli e determinare così il loro tasso di contaminazione. "Ciò dovrebbe fornire una migliore stima dell'età di queste formazioni e una nuova teoria sulla loro origine".
Augusto Rubei