Non c'è solo un universo: noi siamo un cerchio, come molti altri

Universi

Non siamo soli nell'universo, e non siamo neanche l'unico universo. Della possibile presenza di pianeti extrasolari si è parlato e si parla spesso. Si susseguono gli studi sulla presenza di altre forme di vita, ma negli ultimi giorni va per la maggiore la radiazione cosmica di fondo, detta anche radiazione di fondo o CMB (cosmic microwave background).

Si tratta della radiazione elettromagnetica residua prodotta dal Big Bang, e che ancora è presente nell'universo. Proprio osservando tali fenomeni, lo scorso mese alcuni studiosi avevano ipotizzato la che l'universo fosse formato da cerchi concentrici, di cui il nostro sarebbe uno dei tanti.

A confermare tale supposizione sono stati di recente anche alcuni ricercatori dell'University College di Londra, attraverso il concetto di 'inflazione eterna', che si basa sull'idea che il nostro universo è parte di un 'multiverso' più grande e in continua espansione. In sostanza, secondo tale ipotesi, il nostro universo è contenuto in una sorta di bolla cosmica che esiste in parallelo ad altri universi contenuti nelle loro bolle.

La conseguenza immediata è che in tali universi le leggi fisiche potrebbero essere molto diverse rispetto a quelle che noi conosciamo. Se la teoria dell'inflazione esterna fosse corretta, si potrebbe inoltre ipotizzare che tutti questi universi potrebbero essersi scontrati in passato e violentemente rimbalzati.

E proprio quelle collisioni potrebbero essere legate alla radiazione cosmica di fondo. Il team di studiosi si è dunque mosso alla ricerca dei possibili luoghi dove si sia verificata la collisione e vi sarebbe riuscito attraverso i dati forniti dal Wilkinson Microwave Anisotropy Probe (WMAP), che ha misurato le differenze di temperatura nella radiazione cosmica di fondo negli ultimi dieci anni segnalando dei 'lividi cosmici'.

Al momento, tuttavia, si tratta solo di ipotesi che attendono di essere verificate. E l'attesa potrebbe non essere molto lunga visto che la missione Planck potrebbe presto fornire un quadro migliore riguardo alla CMB.

Francesca Mancuso

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