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Nasa: un satellite per scoprire l'origine della vita

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Scoprire l'origine della vita nell'universo rimane un sogno ancora non del tutto realizzato. Per questo gli studiosi di tutto il mondo progettano nuove tecnologie e dispositivi sempre più sofisticati per capire ciò che è stato, all'inizio dei tempi.

Qualche giorno fa, la Nasa ha inviato un nanosatellite, chiamato O/Oreos (Organism/Organic Exposure to Orbital Stresses), che dovrà indagare sulle nostre origini e, perchè no, su quelle di altre forme di vita nello spazio.

Lanciato sul razzo Air Force Minotauro IV di Kodiak, in Alaska, raggiunte le 400 miglia sopra la Terra, il dispositivo avvierà Bleeping, che fornirà segnali radio per le stazioni sulla terra, in California.

Due saranno gli esperimenti che il satellite, grande quanto una pagnotta di pane, dovrà portare a termine. In primo luogo, studiare la salute, la crescita e l'adattabilità dei microrganismi che vivono in stagni salati e su terreno asciutto (Space Environment Survivability of Live Organisms).

Dopodichè, dunque, far crescere tre serie di microbi specifici in particolari condizioni di laboraotorio, misurando la loro risposta ad agenti di radiazione e di assenza di peso, attraverso particolari variazioni cromatiche.

"Speriamo di dimostrare la capacità della Nasa di costruire nanosatelliti complessi come O/Oreos in grado di soddisfare le esigenze di scienziati con grandi idee", ha infine dichiarato Bruce Yost, manager della missione O/Oreos al Nasa Ames Research Center di Moffett Field, in California.

Francesca Mancuso

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