Creato Mercoledì, 17 Novembre 2010 10:07 Scritto da Federica Vitale

Secondo alcuni astronomi della Tennessee State University, l’ipotesi di un pianeta che orbita attorno a due stelle all’interno di un sistema binario non sarebbe poi così remota. Pare infatti che questi astrofisici abbiano sviluppato una tecnica, l’astrometria, attraverso la quale è stato possibile individuare un esopianeta, Inrakluk, la cui orbita ruota intorno alla stella primaria del sistema binario HR 7162, distante da noi 49 anni luce.
La scoperta ha sollevato molte questioni intorno alle modalità in cui si formano i sistemi planetari. L’astrometria si propone di studiare le posizioni ed il movimento delle stelle, servendosi di precise misurazioni. L’aver individuato HR 7162 è il primo risultato a cui si è giunti grazie a queste valutazioni, usate in questo caso per decifrare la presenza di un esopianeta all’interno delle complesse dinamiche di un sistema binario.
La teoria dominante è quella che prende in esame il processo di sviluppo dei pianeti. In passato, il sistema solare era molto diverso da come appare oggi. Il Sole era circondato da un alone di gas e polveri. Nel corso dei millenni, il disco solare è diventato una struttura ‘a grappolo’, formata da quelli che poi si sarebbero trasformati in pianeti rocciosi. Ciò avrebbe determinato la nascita e la successiva formazione dei proto pianeti.
Tuttavia, quando il sistema è binario, il modello di incremento planetario non può aver luogo. Infatti, nel caso in cui le stelle orbitanti sono due, la combinata gravitazione di entrambe impedisce il lento sviluppo dei pianeti. I materiali costituenti i corpi celesti sono espulsi dal sistema prima ancora che essi possano formarsi.
Questa rivelazione prova che possono esistere altri pianeti simili a Giove, per esempio, proprio nei sistemi binari. E la teoria dell’evoluzione planetaria studiata dagli astrofisici della Tennessee State University è quella più accreditata per essere il solo meccanismo che proverebbe la formazione di tali sistemi planetari.
In ogni caso, Inrakluk sembra essere un gigante la cui composizione è prevalentemente gassosa. Per questo motivo è un avvenimento molto raro assistere a un doppio tramonto sulla sua superficie. Secondo la ricerca, infatti, l’esopianeta orbiterebbe la stella primaria, mentre il partner binario graviterebbe il proprio ‘compagno’. La sola possibilità per cui potrebbe verificarsi un doppio tramonto sarebbe quella in cui l’allineamento fra i due fosse perfettamente disposto sull’orizzonte.
Federica Vitale