Creato Lunedì, 15 Novembre 2010 11:28 Scritto da Francesca Mancuso

Una mappa estremamente dettagliata della materia oscura dell'universo. Grazie alle immagini catturate dal telescopio spaziale Hubble, alcuni astronomi della Nasa sono riusciti nell'impresa di mappare uno dei più grandi misteri dello spazio.
Approfittando degli effetti gravitazionali di Abell 1689, un ammasso di galassie che si trova a 2,2 miliardi di anni luce di distanza dalla Terra, gli studiosi hanno usato l'Advanced Camera for Surveys di Hubble, in grado di scattare foto anche a distanze siderali, attraverso un sistema che sfrutta proprio l'effetto di lente gravitazionale di Abell 1689.
Infatti, la forza gravitazionale prodotta da Abell deflette la radiazione luminosa prodotta dalle galassie che si trovano dietro l'ammasso. Chiaramente, l'intensità dell'effetto è direttamente proporzionale alla concentrazione di materia presente nell'ammasso.
Partendo da tale considerzione, gli studiosi della Nasa sono riusciti a fare una stima della materia oscura presente all'interno di Abell 1689, scoprendo che nella parte centrale dell'ammasso è superiore a quanto stimato fino ad oggi.
La diretta conseguenza di tale scoperta è che la galassia si sarebbe formata alcuni miliardi di anni prima di quanto stimato. Dan Coe, uno degli autori della ricerca, ha spiegato che "i cluster di galassie dovrebbero aver iniziato a formarsi miliardi di anni prima, per poter rendere conto dei numeri che osserviamo oggi”.
“Abell 1689 - ha poi aggiunto l'esperto - mostra di essersi ben 'alimentato' con la materia oscura che lo circondava nell'universo primigenio. Il cluster ha portato con sé questo carico fino alla sua età adulta per apparire come lo osserviamo oggi”.
Francesca Mancuso