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Spazio, Hubble: ecco l’oggetto più distante mai identificato fino ad ora

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La scoperta ha tutti gli elementi per essere eccezionale. E si deve al telescopio spaziale Hubble se è stato possibile identificare una remotissima regione dell’universo, grazie ai suoi potenti raggi infrarossi. Addentrarsi così in profondità negli abissi del cosmo è da sempre stato uno degli obiettivi degli astronomi; oggi che l’impresa è riuscita, gli scienziati sono quasi increduli e sembrano aver realizzato solo in un secondo momento la riuscita della loro impresa.

Dopo aver analizzato le misure pervenute dall’Eso’s Very Large Telescope, infatti, un gruppo di astronomi ha confermato, con esattezza di dati, di aver localizzato l’oggetto più distante mai identificato fino ad ora, lontano circa 13 miliardi di anni luce.

La scoperta è molto interessante da un punto di vista scientifico. Proprio per il fatto di essere così distante da noi, quella regione di universo in cui si trova l’oggetto ci appare come era 600 milioni di anni fa, epoca in cui si ritiene esso sia stato creato.

Sebbene molti siano i pareri contrastanti visto che alcuni ritengono che il cosmo abbia dai 4.000 ai 13 miliardi di anni. Sta di fatto che in quel momento della sua storia, l’universo non era così cristallino come ora. Anzi, pare fosse oscurato da una nebbiolina di idrogeno che assorbiva la luce ultravioletta delle galassie appena formate.

Quest’epoca, denominata come 'l’era della ri-ionizzazione', spiegherebbe la difficoltà nel risalire a questo particolare momento della storia dello spazio. La galassia UDFy-38135539 sarebbe la prima osservazione effettuata su di una formazione che è riuscita a schiarire tale opacità dovuta alle nubi di idrogeno.

Grazie alla dotazione del suo Wide Field Camera, Hubble ha identificato numerosi oggetti risalenti all’epoca della ri-ionizzazione. L’operazione non è semplice. Anzi appare lunga e tortuosa. Ci sarebbero voluti almeno due mesi di osservazioni e di analisi ma, alla fine, gli astronomi del VLT hanno potuto confermare come quello identificato fosse l’oggetto più distante mai visto prima.

Ovviamente, ciò apre la strada a numerosi altri quesiti relativi alla sfera astronomica. Una domanda su tutte è come questa galassia abbia potuto emettere così tanta luce da sola o se altre galassie vicine non siano intervenute a penetrare le nubi di idrogeno circostanti. La risposta sarà il prossimo obiettivo dell’Eso’s Extremely Large Telescope, versione più potente del VLT in progetto nel prossimo futuro.

Federica Vitale



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