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Mamma ho perso la navicella spaziale

test  turismo spaziale

No, non è il titolo di un film di fantascienza, ma una possibile scena di un futuro non troppo lontano: il turismo spaziale sta infatti diventando realtà. Per ora è appannaggio esclusivo di pochi eletti, ultramilionari, che pagano anche 20 milioni di dollari per una passeggiata nello spazio, a bordo di sofisticate navicelle guidate da astronauti, ma non possiamo più mettere il veto su questo nuovo tipo di vacanze e pensare che sia solo la fantasia di qualcuno troppo eccentrico o il frutto della mente di chi vuole evadere la quotidianità.

Ormai è quasi storia il caso di Dennis Tito, multimilionario della California, che ha speso 20 milioni di dollari per essere il primo pagante di questo singolare tipo di turismo. Era il 2001 e Tito, fondatore della Wilshire Associates (società di consulenza finanziaria nata negli USA che fattura più di 5 trilioni di dollari, un numero composto da 5 seguito da 18 zeri), viaggiò sulla capsula spaziale Russian Soyuz per trascorrere poi 7 giorni a bordo dell’International Space Station (ISS).

Fu poi la volta di Mark Shuttleworth, plurimilionario sudafricano, che nel 2002 ha speso altrettanti 20 milioni di dollari per viaggiare sulla Russian Soyuz TM-34 e passare poi 8 giorni sull’ISS. Quindi, nel 2005, di Greg Olsen (stessa spesa, stesso periodo nello spazio). E nel 2006 la prima donna turista, iraniana, Anousheh Ansari. Oggi, nel 2010, ci sono altre prenotazioni di questi biglietti e la fila si sta allungando.

Il turismo spaziale è oggetto di investimento da parte della Nasa, che spera di avere un serio rientro economico, soprattutto da quando ha annunciato le riduzioni delle vetture e il ritiro dello Shuttle nell’anno in corso. L’agenzia governativa statunitense responsabile per il programma spaziale si augura anche di poter contare sul COTS, acronimo di Commercial Orbital Transportation System, un sistema di trasporto commerciale con il quale gli astronauti potrebbero essere portati sull’ISS. Sembra proprio che tale apparecchiatura sarà presto disponibile.

Il turismo spaziale è stato etichettato come 'campo da gioco per ricchi' ma, mentre in effetti adesso l’appellativo ha un suo riscontro nella realtà, non possiamo prevedere cosa succederà nel futuro, se questo 'sfizio dei plurimiliardari' diventerà accessibile anche alla classe media. Come è stato per molte cose, un caso per tutti il telefono cellulare, antico status symbol, oggi accessorio scontato per tutti, chissà che un giorno alle agenzie viaggi non venga presentata come un’alternativa tra tante una visita alla catena dell’Himalaya. Dall’alto però.

Roberta De Carolis

 



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