Studiare le staminali per capire le cause del cancro

cellule_staminali

Le cellule staminali possono aiutare a capire le cause del cancro. Gli scienziati della John Curtin School of Medical Research (JCMSR), uno dei centri di ricerca più importanti dell’Australia, diretti dal dottor Peter Papathanasiou, insieme a Andrew Perkins , professore associato dell’Istituto di Bioscienze Molecolari dell’Università di Queensland, hanno completato un progetto triennale indirizzato allo studio del gene che controlla lo sviluppo e la rigenerazione delle cellule staminali.

L’interesse della scoperta, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sul 'Journal of the American Society of Hematology', risiede soprattutto nell’osservazione di un una nuova mutazione nelle cellule staminali, la quale può essere collegata allo sviluppo della leucemia o del cancro al colon e al seno.

Lo studio si è incentrato sulla mutazione del DNA, cioè dei cambiamenti nella mappatura cromosomica di un essere vivente e più precisamente dei cambiamenti all’interno del gene Myb, il quale svolge nell’organismo una serie di funzioni fra cui quella di controllare l’accrescimento cellulare e di aiutare a provocare la morte di cellule che non sono più necessarie.

Il gene Myb è inoltre coinvolto nel controllo della proliferazione, della sopravvivenza e della differenziazione delle cellule che proseguono il processo iniziato fino a diventare cellule del sangue e anche per questo motivo viene associato allo sviluppo della leucemia e di altri tipi di cancro.

Le cellule staminali possono essere rappresentate come una sorta di precursori delle altre cellule che compongono gli organi di un individuo. L’organismo funziona grazie alla presenza di cellule di tipo diverso che svolgono funzioni diverse: proprio le cellule staminali, al momento opportuno 'producono' le cellule che servono, man mano che le altre cellule muoiono.

L’interesse della ricerca svolta dall’ equipe australiana si fonda proprio sul potenziale collegamento tra la possibilità delle cellule staminali di svilupparsi in qualunque altro genere di cellule e il trattamento delle lesioni o di alcune patologie. “Abbiamo mostrato che con questa mutazione genetica le cellule staminali del sangue si comportano allo stesso modo di quelle presenti nelle malattie del midollo osseo, incluse quelle che poi si evolvono in leucemia”, ha dichiarato il dottor Papathanasiou.

Nel futuro, ulteriori indagini finalizzate a comprendere meglio il modello genetico di questo tipo di mutazione, potrebbero costituire l’inizio dello sviluppo di nuovi percorsi sia verso la medicina rigenerativa, sia verso la cura di alcune gravi malattie. Il progetto appena concluso ha permesso infine l’identificazione di altri cinque profili anormali di cellule staminali, apportando alla comunità scientifica nuovi elementi utili per la comprensione della diversità genetica dei globuli, di come si essi si sviluppano e di come il processo di sviluppo può essere alterato.

Pasquale Veltri

Pin It

Cerca