Depressione: si puo' curare con la musica Hip Hop

Hip hop depressione

Dosi di musica Hip Hop per i pazienti affetti da depressione: questa la terapia proposta da un gruppo di ricerca dell’Università di Cambridge, promotore dell’iniziativa Hip Hop Psych, che si propone di utilizzare l’hip-hop per contribuire a migliorare la salute mentale delle persone e di affrontare questioni come la chiusura verso le malattie mentali e la mancanza di diversità all’interno della professione psichiatrica.

“Gran parte della musica hip-hop proviene da aree di grande arretratezza socio-economica ha spiegato Akeem Sule, coautore della ricerca - quindi è inevitabile che i relativi testi riflettano i problemi delle persone cresciute in queste aree, la povertà, l’emarginazione, la criminalità e la droga. In effetti, molti dei principali fattori di rischio per la malattia mentale, da cui può essere difficile uscire”.

La terapia non si limiterebbe a non far sentire emarginati i malati mentali: come hanno osservato i fondatori dell’iniziativa, infatti, gli artisti hip-hop non descrivono solo il mondo che vivono, ma propongono anche delle soluzioni per liberarsene. Spesso, dunque, lanciano messaggi di speranza, anche solo descrivendo i luoghi dove vorrebbero essere, le automobili che vorrebbero possedere, e gli stili di vita che desidererebbero condurre.

“Crediamo che l’hip-hop, con il suo ricco stile narrativo visivo, possa essere usato per fare terapie più efficaci per malattie specifiche e che sia in grado di aiutare i pazienti con la depressione creando immagini più positive di loro stessi, la loro situazione e il loro futuro” ha continuato Sule.

In effetti, come hanno anche fatto notare gli autori, la terapia sembra ricalcare alle basi la teoria ‘positive visual imagery’ (letteralmente ‘immaginazione visiva positiva’), una tecnica sviluppata da Emily Holmes, professore presso l’Università di Oxford, in cui i pazienti sono incoraggiati a usare il potere della loro immaginazione per aiutarsi nei momenti difficili.