Metastasi: creata la super-proteina che frena il cancro

metastasi proteine

Metastasi addio. Una innovativa terapia basata sulle proteine potrebbe fermare la diffusione del cancro. Al lavoro su questo filone i ricercatori dell'università di Stanford che hanno messo a punto una tecnica in grado di arrestare le metastasi del cancro al seno e alle ovaie nei topi. Il futuro del trattamento dei tumori si allontana dalla chemioterapia.

La terapia sviluppata dagli scienziati sconvolge il processo che induce le cellule tumorali a staccarsi dai siti originali, viaggiando attraverso il flusso sanguigno e dando vita a nuovi tumori in altre parti del corpo. Questo processo, noto come metastasi, può far sì che il cancro si diffonda, con effetti mortali.

Oggi i medici cercano di rallentare o fermare le metastasi con la chemioterapia, ma questi trattamenti a volte non sono molto efficaci e hanno gravi effetti collaterali. Ma il team di Stanford sta lavorando per fermare le metastasi senza effetti dannosi per l'organismo, impedendo a due proteine note come Axl e Gas6, di interagire per avviare la diffusione del cancro.

Le prime sono paragonabili a setole sulla superficie delle cellule tumorali, pronte a ricevere i segnali biochimici dalle proteine Gas6. Quando due proteine Gas6 si collegano con due Axls, i segnali che vengono generati danno l'ok alle alle cellule tumorali presenti altrove, spingendole ad abbandonare il sito del tumore originale e migrare verso altre parti del corpo.

Per fermare questo processo, Jennifer Cochran, professore associato di bioingegneria, ha utilizzato l'ingegneria proteica per creare una versione innocua di Axl che agisce da esca. Quando essa si attacca alle proteine Gas6 nel sangue, impedisce loro di collegarsi con le Axls presente sulle cellule tumorali.

E la tecnica basata sulle proteine sembra funzionare. In collaborazione con il professor Giaccia dello Stanford Cancer Center, i ricercatori hanno sottoposto a trattamenti per via endovenosa alcuni topi affetti da tumore al seno aggressivo e da tumori ovarici somministrando loro questa esca della bioingegneria. Gli animali col cancro al seno, dopo il trattamento, presentavano il 78 per cento in meno di noduli metastatici rispetto ai topi non trattati. I topi con cancro ovarico invece hanno avuto una riduzione del 90 per cento dei noduli metastatici.

Si tratta di è una terapia molto promettente che sembra essere efficace e non tossica negli esperimenti preclinici,ha detto Giaccia.

Saranno necessari altri test preclinici prima di determinare se questa terapia sia sicura ed efficace anche nell'uomo. Tuttavia, secondo gli scienziati, questi primi promettenti risultati suggeriscono che l'approccio potrebbe diventare in futuro una soluzione non tossica per combattere le metastasi.

Francesca Mancuso

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