Piastrine in laboratorio: pronte per la trasfusione nel 2017

trasfusioni futuro

Un team di ricercatori americani ha messo a punto un sistema per riprodurre in laboratorio piastrine per le trasfusioni del sangue: la sperimentazione del metodo potrebbe iniziare nell’arco dei prossimi tre anni.

Con l'intento di eliminare le problematiche sanitarie (difficoltà di reperimento, possibilità di contagio tra donatore e ricevente) ed etiche (nel caso di particolari confessioni religiose) legate alle trasfusioni, i ricercatori del Brighan and Women Hospital di Boston, sono riusciti a sfruttare la tecnologia dei bioreattori per dar vita ad un composto sintetico destinato a sostituire l'impiego di sangue umano.

"La possibilità di avere una fonte alternativa di piastrine umane con praticamente nessun rischio di trasmissione di malattie, rappresenta una rivoluzione in confronto ai modi con cui raccogliamo le piastrine che servono per soddisfare il crescente bisogno di trasfusioni di sangue", ha spiegato Jonathan Thon, responsabile del progetto.

Imitando i processi che avvengono all'interno del corpo umano, il nuovo bioreattore è in grado di produrre piastrine umane con grande efficienza. Il bioreattore è una copia del midollo osseo che riesce a riprodurre piastrine che hanno caratteristiche del tutto identiche a quelle prodotte dal nostro corpo.

Secondo gli ultimi dati, solo negli Stati Uniti vengono utilizzate oltre 2 milioni di sacche di piastrine necessarie a pazienti in chemioterapia, trapianti, interventi o incidenti. La sempre maggiore richiesta di piastrine, insieme alle difficoltà di conservazione e al rischio di contaminazione, rende molto difficile assicurare la presenza di scorte di piastrine o altri emoderivati a chi ne ha bisogno.

Secondo i ricercatori la prima fase clinica di sperimentazione sugli esseri umani potrebbe cominciare nel 2017: sono fiduciosi di riuscire ad avere tutte le garanzie richieste dalla legge affinchè le piastrine prodotte dal bioreattore possano essere infuse anche negli esseri umani con sicurezza.

La ricerca è stata appena pubblicata sul magazine Blood.

Arturo Carlino

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