Parlare con la mente: in futuro si potrà

parola pensiero

Esprimere il proprio pensiero senza usare la parola, perché impossibilitati a farlo. Per aiutare chi purtroppo è costretto a convivere con questo limite, perché in stato vegetativo, un gruppo di ricercatori della Maastricht University nei Paesi Bassi ha messo a punto una innovativa tecnologia. Di che si tratta?

Utilizzando una versione più elaborata della risonanza magnetica funzionale al fine di valutare lo stato di coscienza delle persone in stato vegetativo, gli esperti hanno pensato di sfruttarla per consentire ad essi di rispondere a semplici domande come o no, semplicemente pensando alla risposta. La risonanza magnetica funzionale è una tecnica diagnostica che permette di monitorare l'attivazione e il comportanento di diverse aree cerebrali in risposta a determinati stimoli.

Ai volontari che hanno preso parte alla ricerca è stato chiesto di selezionare alcune lettere su uno schermo. Successivamente, per ogni carattere, essi dovevano svolgere una determinata attività mentale, senza l'uso della parola, per un certo lasso di tempo.

Monitorando la loro attività cerebrale, i ricercatori della Maastricht University, guidati da Bettina Sorger principale autrice dello studio, hanno notato che tale processo aveva dato luogo a 27 schemi cerebrali differenti, corrispondenti ad ogni carattere dell'alfabeto e allo spazio. Di conseguenza, tali schemi all'occorrenza potrebbero essere automaticamente decodificati utilizzando nuovi metodi di analisi di dati.

Bettina Sorger ha spiegato che attraverso tale tecnica in futuro sarà possibile fornire la "parola" a chi è impossibilitato a farlo, con una serie di risvolti etici da non sottovalutare.

La ricerca è stata pubblicata su Current Biology.

Francesca Mancuso

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