Lo stress aiuta il sistema immunitario

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Lo stress, a piccole dosi, fa bene alla salute e aiuta il nostro sistema immunitario. Lo hanno scoperto i ricercatori della Stanford University School of Medicine, che hanno monitorato le principali cellule del sistema immunitario in risposta allo stress a breve termine.

Lo studio, condotto sui ratti, in realtà è una nuova conferma del fatto che la risposta immunitaria sia esaltata più che danneggiata dallo stress: è la cosiddetta risposta "combatti o fuggi". Secondo gli esperti, gli ormoni dello stress influiscono sulle principali sottopopolazioni di cellule del sistema immunitario.

Certamente tale studio non è valido per lo stress cronico, che dura settimane e addirittura mesi, e ha effetti deleteri tra cui la soppressione della risposta immunitaria. Ma lo stress a breve termine, non c'è dubbio, stimola l'attività immunitaria, come ha spiegato l'autore dello studio, Firdaus Dhabhar, professore associato di psichiatria e scienze comportamentali e membro dello Stanford Institute for Immunity, Transplantation and Infection.

Dhabhar ha sottoposto i topi di laboratorio ad un lieve stress causato da una mobilitazione massiccia di vari tipi di cellule immunitarie nel sangue e poi su altri tessuti. Questa migrazione su larga scala si è svolta su un percorso temporale di due ore. I ricercatori sono così riusciti a dimostrare che la ridistribuzione massiccia delle cellule immunitarie in tutto il corpo è stata orchestrata da tre ormoni rilasciati dalle ghiandole surrenali, in quantità diverse e in tempi diversi, in risposta allo stress che aveva provocato l'evento.

"Madre Natura ci ha dato il meccanismo 'combatti o fuggi' in risposta allo stress per aiutarci, non per ucciderci", ha detto Dhabhar, che ha condotto esperimenti per oltre un decennio sugli effetti degli ormoni dello stress più importanti sul sistema immunitario. L'esperto aveva precedentemente dimostrato che un simile ridistribuzione delle cellule immunitarie nei pazienti che avevano manifestato stress a breve termine comportava un recupero post-operatorio più veloce.

I risultati dipingono un quadro più chiaro di come la mente influenzi l'attività immunitaria. La ricerca potrebbe aiutare in futuro a modificare i livelli degli ormoni dello stress per migliorare il recupero dei pazienti a seguito di un intervento chirurgico o di ferite o ancora le loro risposte ai vaccini.

Lo studio è stato pubblicato su Psychoneuroendocrinology.

Francesca Mancuso

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