I cellulari non fanno male: gli esperti non ne sono tanto convinti

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Non succedeva dal 1996: la Federal Communication Commission (Fcc) statunitense, per volontà del suo stesso presidente Julius Genachowski, ha deciso di rivedere le sue posizioni rispetto agli eventuali effetti indotti dal telefono cellulare sui sistemi biologici, inclusi noi esseri umani. La notizia, che ha avuto discreto riscontro sulla stampa americana, ha allertato anche l’Europa, che attende ora di conoscere maggiori dettagli sulle future indagini.

Le posizioni su questa problematica si alternano. Certezze sull’effetto del cellulare attualmente non ci sono: talvolta alcuni studi indicano una totale safety della tecnologia, altre volte fanno dubitare e invitano alla prudenza. Altre volte addirittura annunciano effetti benefici. Ma dov’è la verità? Un vecchio detto popolare dice “La prudenza non è mai troppa” e forse in questo caso, vista l’assenza di dati confermati, è l’unico consiglio che sembra ragionevole seguire.

Ma che la Federal Communication Commission, incaricata di tutti gli usi dello spettro radio (incluse trasmissioni radio e televisive) non governative, di tutte le telecomunicazioni interstatali (via cavo, telefoniche e satellitari) e delle comunicazioni internazionali che provengono e sono destinate agli Stati Uniti, decida di indagare di nuovo, suona come un avvertimento.

Genachowski sta programmando in particolare di chiedere ai commissari della Fcc di approvare un avviso che dovrebbe dare l’avvio formale al procedimento di verifica. Tuttavia il Presidente ha fatto sapere attraverso un portavoce di essere “certo che, così come sono disposte, le indicazioni sulle emissioni di questi dispositivi non comportano rischi per i consumatori. Sono sicuro, ma meglio verificare, in altre parole.

Una nota della commissione riferisce inoltre che nel 1996 c’erano 44 milioni di statunitensi in possesso di un telefono cellulare, confrontati con una stima attuale di 332 milioni di utenti. Dati che probabilmente sono destinati ad aumentare ancora. Non solo: dopo 16 anni, sottolinea ancora la commissione, siamo ora a disposizione di tecnologie più potenti e quindi potenzialmente più pericolose.

Non resta che attendere i risultati e, nel frattempo, di evitare un uso eccessivo e sconsiderato di questi dispositivi.

Roberta De Carolis

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