Creato Mercoledì, 14 Settembre 2011 11:24 Scritto da Antonino Neri

Dall’America arriva un prototipo di vaccino contro la tubercolosi. A svilupparlo sono stati i ricercatori della Colorado State University, dell’Albert Einstein College of Medicine e dell'Howard Hughes Medical Institute. Per ora il vaccino ha superato con ottimi risultati gli studi condotti sugli animali, risultati pubblicati su Nature Medicine online.
“Produrre vaccini efficaci contro la tubercolosi - ha dichiarato l’autore dello studio, William Jacobs - richiede una migliore comprensione dei meccanismi utilizzati dal Mycobacterium tuberculosis per sfuggire alla risposta immunitaria dell'organismo”. E il vaccino usato attualmente, che esiste già da tempo, non riesce a proteggere in maniera efficace contro la malattia, garantendo meno della metà dei soggetti.
Il primo obiettivo del team di Jacobs è stato scoprire la strategia che il microrganismo utilizza per sopraffare la risposta immunitaria. Partendo dal batterio causa della tubercolosi dei topi (il Mycobacterium smegmatis, letale per i topi ma innocuo per le persone), i ricercatori hanno immaginato quali geni creassero il trucco per “ingannare” le difese immunitarie e diffondersi senza ostacoli. Dopo averli tolti, hanno visto che finalmente le difese dei topi funzionavano e che l’infezione non avveniva, malgrado le robuste dosi iniettate di batterio geneticamente manipolato. I ricercatori hanno quindi scoperto che i geni cruciali da togliere erano i cosiddetti “Esx-3”.
Un vaccino anti-Tbc realmente efficace è quello che riesce a far funzionare le difese dell’organismo, ma purtroppo si è visto che, rimuovendo lo stesso gruppo di geni dal M. tubercolosis che colpisce l’uomo, il batterio moriva. Questo quindi non poteva essere manipolato per ottenere un vaccino come il batterio letale per i topi.
Jacobs ed i suoi colleghi sembrerebbero riusciti però a risolvere il problema: gli studiosi hanno preso i batteri M. smegmatis privi del set di geni Esx-3 ed hanno inserito al loro posto la serie analoga di geni del M. tubercolosis. Questi batteri modificati sono stati poi infusi nei topi, che hanno nuovamente combattuto l'infezione. Otto settimane dopo, quando i ratti vaccinati sono stati esposti ad alte dosi di M. tuberculosis (che, oltre alle persone, uccide anche i topi) hanno vissuto molto più a lungo rispetto ai topi di controllo, con una media di 135 giorni contro 54. “In particolare - ha spiegato il ricercatore - gli animali vaccinati che sono sopravvissuti per più di 200 giorni avevano gli organi completamente liberi dal batterio, una cosa mai vista prima”, anche se solo un topo su cinque ha mostrato una risposta così efficace.
Il vaccino dunque, seppur molto promettente, dovrà essere migliorato ulteriormente prima di poter essere considerato sufficientemente efficace, ed è tutto da vedere se funzionerà anche sugli esseri umani. In ogni caso, dal punto di vista scientifico l’aver individuato i “geni truffatori” è molto importante, e accorcia i tempi per mettere a punto il vaccino che potrà finalmente fermare la tubercolosi.
Antonino Neri