Creato Martedì, 31 Maggio 2011 11:31 Scritto da Francesca Mancuso

Cosa rende un'immagine indimenticabile? Perchè certi scatti rimangono così vivi nella nostra memoria? A fornire una risposta sono stati alcuni studiosi del Mit, secondo i quali la nostra mente conserva meglio le immagini in cui sono presenti anche soggetti umani.
Lo studio, che verrà reso noto a giugno alla IEEE conference on computer vision and pattern recognition, a Colorado Springs, è stato realizzato da alcuni neuroscienziati del Massachusstes Institute of Techonology guidati da Phillip Isola e dalla professoressa Aude Oliva che hanno mostrato ad alcuni volontari oltre 10 mila foto che ritraevano soggetti differenti, dai paesaggi alle nature morte, fino a quelle in cui erano presenti anche soggetti umani.
Queti ultimi, anche se le foto non erano propriamente artistiche, erano quelli più ricordati. Così, per dare un'idea, poco ci rimane di una foto fatta alle Cascate del Niagara o, se parliamo in termini nostrani, di un'immagine del Golfo di Napoli o del Duomo di Milano. Affinchè l'immagine rimanga impressa in maniera "memorabile" in noi occorre anche la presenza di una persona. "Piacevole e memorabile sono due cose diverse" spiega infatti Philip Isola, che insieme ai colleghi ha addirittura messo a punto un algoritmo al computer in grado di riorganizzare le foto in base al loro tasso di memorabilità. Un elemento oggettivo, dunque, a detta dei neuroscienziati americani.
Spiegano gli studiosi: “Anche se tutti noi abbiamo l'intuizione che alcune immagini catturano la nostra attenzione e saranno più facili da ricordare rispetto ad altre, quantificare questa intuizione non è stata fatto in esperimenti precedenti. Per farlo abbiamo costruito un database con una serie di immagini, e abbiamo misurato la probabilità di ricordare ogni immagine su una vasta popolazione di utenti. Questi dati ci permettono di quantificare se il grado di memoria visiva misurato su un gruppo di persone è in linea con la memoria dell'immagine misurata su altri insiemi di partecipanti”.
Lo studio dunque si pone di predire le immagini più memorabili per l'uomo. Ma tale criterio sarà davvero così oggettivo?
Francesca Mancuso