Creato Martedì, 07 Dicembre 2010 10:45 Scritto da Augusto Rubei

Una tecnica a base della molecola 'Bosutinib' riduce la mortalità dei pazienti malati di leucemia dal 4% all'1%. E' quanto emerge da uno studio condotto dal professor Carlo Gambacorti Passerini, dell'Università Bicocca di Milano, in collaborazione con l'unita' di Ematologia dell'Ospedale San Gerardo di Monza.
Pilastro della ricerca è stato il confronto tra l'Imatinib, farmaco attualmente piu' utilizzato nel trattamento della leucemia, e appunto il Bosutinib. Sono stati osservati "502 pazienti in tutto il mondo - spiega Passerini - e i risultati sono stati sorprendenti. La ricrescita del midollo osseo normale si e' verificata nel 79% dei pazienti trattati con bosutinib contro il 75% di quelli trattati con imatinib".
Inoltre, sottolinea lo spacialista, "il Bosutinib ha ottenuto una diminuzione piu' profonda del numero di cellule leucemiche residue, con quasi meta' (47 per cento) dei pazienti trattati che hanno ottenuto una risposta molecolare maggiore, rispetto a solo un terzo (32 per cento) dei pazienti trattati con Imatinib".
E stando ai risultati positivi ottenuti dagli esperti, non solo in merito ad una riduzione del rischio di morte grazie all'uilizzo del Bosutinib, quanto anche a un calo dei casi in cui la leucemia e' progredita, passati dal 10 al 2,8%, dai laboratori di Milano viene reso noto che "questi dati fanno sperare di poter giungere alla completa eradicazione della malattia e quindi alla sospensione della terapia in una frazione consistente di pazienti, cosa che invece non e' possibile con Imatinib".
"E' comunque prematuro dire se Bosutinib soppiantera' Imatinib nella terapia di prima linea della malattia - conclude infine Passerini - Sono necessari dati di follow-up piu' lunghi e soprattutto una valutazione molto attenta del rapporto tra costi e benefici".
Augusto Rubei