Creato Lunedì, 15 Novembre 2010 10:18 Scritto da Augusto Rubei

Un semplice test per predire di ben vent'anni il rischio di Alzheimer. E' quanto emerge da una ricerca condotta da un team di ricercatori del Centre for Mental Health Research (Australian National University di Canberra), guidato da David Bounce, che ha messo a punto un sistema clinico innovativo in grado di "stabilire in modo affidabile l’eventuale predisposizione allo sviluppo della demenza cognitiva" da parte dei soggetti.
Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica PlosOne, il test sarebbe "consigliato ai pazienti di età compresa tra 44 e 48 anni". L'esame "mira a identificare le minuscole lesioni nella materia bianca di uomini e donne, indici del possibile sviluppo futuro della malattia".
Predire l'insorgenza della ormai diffusissima patologia degenerativa, spiegano gli esperti, permetterebbe inoltre un "monitoraggio attento della sua evoluzione" e perfino "il suo controllo o la sua regressione".
Il morbo di Alzheimer è una demenza degenerativa invalidante ad esordio prevalentemente senile (oltre i 65 anni, ma può manifestarsi anche in epoca presenile - prima dei 65 anni) e prognosi infausta. Prende il nome dal suo scopritore, Alois Alzheimer. L'assenza di una valida terapia e gli enormi impatti in termini di risorse necessarie (emotive, organizzative ed economiche) che ricadono sui familiari dei malati, la rendono una delle malattie a più grave impatto sociale del mondo.
Augusto Rubei