Creato Venerdì, 12 Novembre 2010 15:32 Scritto da Augusto Rubei

Un vaccino che corregga la degenerazione provocata dal virus Hiv, ripristinando il sistema immunitario dei malati. E' l'obiettivo di una ricerca condotta (e ancora in fase di sperimentazione) da un team di ricercatori italiani dell'Istituto Superiore di Sanità, guidato dalla dottoressa Barbara Ensoli, e pubblicata su PloS ONE.
Partendo dall'osservazione delle disfunzioni collaterali legate all'Aids, la soluzione degli esperti è stata la progettazione di un vaccino basato sulla proteina Tat a doppia azione che, al momento dell'interazione con l'organismo, "arriva dove i farmaci non arrivano".
"Blocca l'immunoattivazione, aumenta le cellule B, le cellule immunitarie ritrovano funzionalità, c'è insomma un ritorno verso l'equilibrio in pazienti che sono gia' sottoposti a una terapia farmacologia efficace", spiega la Ensoli.
La quale puntualizza che "quando invece viene a contato col virus", il vaccino "sfrutta i rinvigoriti anticorpi, scatenando una reazione immunitaria con bersaglio Tat". Così, il potenziale distruttivo del virus viene decisamente "limitato".
Lo studio. Gli scienziati dell'ISS hanno testato il vaccino su su 87 volontari malati di Aids, provando come la combinazione vaccino Tat-terapia antiretrovirale stimolasse positivamente il sistema immunitario prostrato da Hiv.
Secondo il dottor Garaci, presidente dell'ISS, e la stessa Ensoli, autrice dello indagini, "il miglioramento dei parametri immunologici nei pazienti vaccinati trattati con terapia antiretrovirale rappresenta una tappa importante. E non ci fermiamo qui", dichiarano i due in una nota.
Infatti, sembra che i ricercatori abbiano già in mente di testare il vaccino "su pazienti sintomatici (per bloccare la malattia) e subito dopo su pazienti sani (per l'effetto preventivo)".
Unico intoppo, al momento, "quello economico", come evidenzia ancora Garaci, che ha informato della "grande scarsità di fondi" nel merito delle sperimentazini. "Ciò - ha poi aggiunto il presidente dell'ISS - è paradossale perchè la spesa è minima ed il 'copyright' del vaccino anti-Aids è tutto pubblico: è l'Istituto Superiore di Sanità a detenere i dieci brevetti che compongono la scoperta".
Augusto Rubei
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