La sesta estinzione di massa e' gia' iniziata. E l'uomo tra le specie piu' a rischio

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La sesta estinzione di massa è già in corso. Sulla Terra le specie stanno scomparendo più velocemente che in qualsiasi altro momento, dalla scomparsa dei dinosauri. A rivelarlo è stato un nuovo studio condotto dagli scienziati di Stanford.

Non c'è più alcun dubbio: stiamo entrando in un'estinzione di massa che minaccia l'esistenza dell'umanità. È questa la cattiva notizia arrivata dal team composto da Paul Ehrlich, docente di biologia dello Stanford Woods Institute, che insieme ai colleghi ha chiesto un'azione rapida per la conservazione delle specie minacciate. E occorre anche far presto visto che la finestra per salvarle si sta rapidamente chiudendo.

Vi è un consenso generale tra gli scienziati sul fatto che i tassi di estinzione hanno raggiunto livelli senza precedenti da quando i dinosauri si estinsero 66 milioni anni fa. Tuttavia, alcuni hanno contestato la teoria, parlando di numeri sovrastimati.

Il nuovo studio dimostra che anche con stime estremamente prudenti, le specie stanno scomparendo fino a 114 volte più velocemente rispetto al tasso normale.

Gli esperti avvertono che alla Terra saranno necessari milioni di anni per recuperare le specie perdute e che l'umanità scomparirà probabilmente nelle prime fasi di questo processo. I ricercatori si sono concentrati sui vertebrati, il gruppo per il quale esiste il dato moderno e fossile più affidabile.

Questo grafico mostra l'enorme incremento nella perdita delle specie nel corso dell'ultimo secolo. A partire dal 1500, più di 320 vertebrati terrestri si sono estinti. Le popolazioni di specie rimanenti mostrano un calo medio del 25 per cento e la situazione è disastrosa anche per gli invertebrati. È stato stimato che dal 16 al 33 per cento di tutte le specie sono minacciate o in pericolo a livello globale.

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I grandi animali - descritti come megafauna compresi elefanti, rinoceronti, orsi polari e innumerevoli altre specie di tutto il mondo – si trovano di fronte al più alto tasso di declino. E una tale perdita catastrofica di specie animali rappresenta una vera minaccia per l'esistenza umana.

Sottolineiamo che i nostri calcoli molto probabilmente sottovalutano la gravità della crisi dell'estinzione, perché il nostro obiettivo era quello di mettere un realistico limite inferiore sull'impatto dell'umanità sulla biodiversità,” scrivono i ricercatori.

Cause ed effetti. La popolazione umana in costante aumento, il consumo pro capite e l'ingiustizia economica hanno alterato o distrutto gli habitat naturali. La lunga lista di effetti comprende: il disboscamento per l'agricoltura, le emissioni di carbonio che guidano il cambiamento climatico e l'acidificazione degli oceani, le tossine che alterano gli ecosistemi.

Oggi, lo spettro dell'estinzione incombe su circa il 41 per cento di tutte le specie di anfibi e sul 26 per cento di tutti i mammiferi, secondo l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (International Union for Conservation of Nature – IUCN).