Uomo su Marte? No, meglio i lamantini

lamantini marte

L'uomo su Marte? No, mandiamoci gli animali. Nella fattispecie, dei prodi lamantini. Si tratta di un nuovo progetto sviluppato dal Working Group on Adaptive Systems, impegnato nella comprensione del modo in cui gli animali potrebbero adattarsi ad altri habitat diversi da quello terrestre.

La Nonhuman Autonomous Space Agency immagina un futuro in cui dei lamantini potrebbero inserirsi in ecosistemi ricreati all'interno di navi spaziali. Ovviamente, indossando tute spaziali progettate ad hoc. Negli ultimi decenni, l'esplorazione spaziale è stata l'imperativo eroico dell'uomo. I primi “terrestri” a raggiungere lo spazio furono cani, scimmie e conigli. Grazie agli animali, dunque, o meglio grazie al loro ignaro sacrificio l'uomo ha avuto ed ha la possibilità di esplorare lo spazio, rivelando nuove opportunità ed evitando rischi.

Perchè il lamantino? Perchè si tratta di un animale già adattato alla vita in assenza di gravità. Inoltre, ha i requisiti dell'esploratore modello, essendo un mammifero intelligente e curioso. Il concept è molto semplice ed è esposto sul sito web del progetto stesso. Si tratta per la maggior parte di schizzi riguardanti ipotetici habitat. Nel loro caso, si ipotizza una sorta di fiume costeggiato da rocce, probabilmente ricostruite grazie alla stampa 3D. Il tutto circondato da grandi finestre che ricevono la luce solare riflessa.

river lazy

La sfida per la progettazione di questo particolare habitat, dal nome Lazy River, è quello di creare il maggior numero di opportunità possibili di interazione tra gli animali e i custodi robot che gestiscono l'ambiente. Sì, perché a gestire gli impavidi lamantini sarebbero proprio dei robot appositamente programmati per seguirli da vicino, acquisendo dati e informazioni. Lazy River, inoltre, è progettato per fornire forze di gravità artificiali equivalenti a quelle che si trovano sulla superficie di Marte, circa 1/3 di quella della Terra. Questo permetterebbe ai polli che coabiterebbero con i lamantini di spiccare il volo, mentre questi ultimi potrebbero fluttuare nel fiume in assenza di peso. E, infine, degli occhialetti speciali sarebbero in grado di prevenire la secchezza agli occhi di questi animali.

lazy river

Il progetto è volto a sottolineare un aspetto di cui raramente si parla quando si ipotizza dei futuri viaggi nello spazio: che cosa ne sarà di tutte le altre creature della Terra se, un giorno, dovessimo approdare su Marte?

Federica Vitale

Image Credit: nonhumanagency

Seguici su Facebook, Twitter e Google+

Leggi anche:

- Uomo su Marte: la Nasa sul pianeta rosso nel 2030

- Iran: a novembre una scimmia nello spazio

Pin It

Cerca