La 'sesta estinzione' entro i prossimi 100 anni

sesta estinzione

Un futuro tutt'altro che roseo quello che attende gi animali del pianeta Terra. Un'analisi piuttosto negativa delle specie del pianeta presuppone che la "sesta estinzione" possa avvenire molto prima di quanto gli scienziati ipotizzassero.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha determinato che il 41 per cento di tutti gli anfibi sia la specie più minacciata, mentre il 26 per cento dei mammiferi e il 13 per cento degli uccelli siano a rischio di estinguersi nei prossimi 100 anni. L'estinzione di massa incombente, durante la quale il pianeta potrebbe perdere oltre il 75 per cento delle specie animali, è attribuita alla perdita di habitat vivibili per gli animali. E questo a causa dell'espansione selvaggia dell'agricoltura e dello sviluppo urbano, oltre anche a forme invasive di caccia e pesca eccessiva e minacce persistenti come l'inquinamento.

Non sarebbe la prima volta, per la Terra. Negli ultimi 3,5 miliardi anni, infatti, oltre il 95 per cento delle specie è scomparso. Questo (futuro) annientamento di massa è allarmante a causa sia della sua velocità e, soprattutto, per la sua attribuzione agli esseri umani. Basti considerare che le altre cinque estinzioni sono state causate da eventi astronomici o geologici.

Tuttavia, gli scienziati non sono in grado di anticipare gli effetti di questa incombente estinzione. Le stime riguardo il numero totale di specie di animali, piante e funghi vivente in questo momento variano da 2 a oltre i 50 milioni. E l'incertezza relativa agli effetti del cambiamento climatico presenta un'altra variabile. “Guardando al futuro, il quadro diventa meno certo. Gli effetti del cambiamento climatico sono difficili da prevedere in termini di ritmo e modelli, e probabilmente accelereranno estinzioni in modi finora del tutto sconosciuti”, afferma Derek Tittensor, ecologista marino per lo United Nations Environment Programme’s World Conservation Monitoring Centre . "In generale, lo stato della biodiversità sta peggiorando, in molti casi in modo significativo".

L'analisi, dunque, esorta i governi e gli scienziati a determinare un conto più accurato del numero di specie che dovrebbero seguire i precedenti modelli di estinzione, al fine di prevedere il modo in cui gli ecosistemi cambieranno in futuro. Questi, infatti, potrebbero avvertire gli scienziati di problemi che, altrimenti, non sarebbero in grado di prevedere e senza poter intervenire. Questa ulteriore analisi è urgente. In questo momento, infatti, si potrebbe ancora essere in tempo per decifrare quali percorsi evolutivi avranno luogo e quali, al contrario, scompariranno.

Federica Vitale

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