Il futuro di Diabolik e' green. Come cambiano i fumetti per salvare la Terra

Diabolik green

Diabolik si veste di green e stampa solo su carta certificata Pefc, l’organizzazione più diffusa al mondo per la certificazione forestale. L’annuncio è arrivato dalla casa editrice del popolare fumetto Astorina, con l’intento, stando alle sue parole, di lanciare un significativo messaggio al mercato e ai consumatori per orientarli verso i prodotti a basso impatto ambientale.

Il sistema Pecf assicura la gestione sostenibile del patrimonio boschivo e permette una tracciabilità della materia prima più trasparente, lungo tutta la filiera, dal bosco al prodotto finito. Secondo il segretario generale dell’organizzazione Antonio Brunori, la scelta di Astorina può aumentare la consapevolezza dei lettori, che, pur appassionandosi alla carriera di un ladro, saranno sensibilizzati ad un tema ambientale così scottante come quello della deforestazione.

Nel piano di Astorina, inoltre, le 450 tonnellate di carta usata per stampare il fumetto contribuiranno a ripiantare 33,28 ettari di foresta che in circa 30 anni assorbiranno mille e 664 tonnellate di anidride carbonica. E questo potrebbe avere positive ripercussioni anche sui gestori forestali, che non potranno rimanere indietro per non perdere fette importanti di mercato, incrementando le superfici boschive gestite in modo sostenibile.

I numeri sono potenzialmente elevati: gli ettari di foresta che potrebbero essere ripiantati corrispondono infatti a 47,5 campi da calcio e le emissioni di anidride carbonica risparmiata è pari al peso di 333 elefanti africani maschi. Un contributo che non sembra solo una goccia nel mare, ma di peso rilevante, e che potrebbe spingere altri editori a fare altrettanto, fosse solo per una questione di immagine.

La certificazione di tracciabilità Pefc della carta prodotta dalla Cartiera svedese Holmen, infatti, permette di garantire l’origine della materia prima e di assicurare che per avere il prodotto cartaceo non sono state tagliate foreste tropicali, ma che tutta la fibra vergine deriva da foreste del Nord Europa.

Verso libri sostenibili dunque?

Roberta De Carolis

Foto: Astorina

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