Antartide, satellite Envisat: i ghiacci si stanno assottigliando

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Il satellite meterologico Envisat dell'Agenzia Spaziale Europea sta fotografando la fuga della marea nera nel Golfo del Messico. In particolare riporta le immagini della Loop Corrent, la parte inferiore della corrente che tocca Cuba e la Penisola dello Yucatan. Ma non solo, Envisat ha anche lanciato un allarme in merito allo spessore dei ghiacci, che analizzato dal 2003 al 2010, pare si stia assottgliando nella parte occidentale dell'Antartide.

Le foto della marea nera e i dati relativi ai ghiacciai sono state presentate durante il 'Living Planet' che si sta tenendo in questi giorni a Bergen, in Norvegia, dove sono stati diffusi inoltre dei dati riguardo le rilevazioni del satellite Goce, che ha disegnato una nuova e precisa mappa gravitazionale terrestre, osservando la Terra non come una sfera, ma come una zucca allungata

Tuttavia, come si vede nelle immagini di Envisat elaborate dall'ESA, il disastro ecologico causato dalla BP ''e' destinato a irradiare l'inquinamento nella parte meridionale del Golfo'', ha dichiarato Bertrand Chapron dell'Ifremer (Institut français de recherche pour l'exploitation de la mer).

Il gruppo di ricerca francese, guidato da Chapron, ha relazionato le informazioni sulla superficie delle acque e sul flusso delle correnti, con quelle provenienti dal radar ASAR ('Advanced Synthetic Aperture Radar') del satellite Envisat.

"Usando i dati di ASAR stiamo assistendo al progressivo ingrandimento di un vortice collegato alla Loop Corrent e separato dal flusso principale, ma una discreta quantita' di petrolio continua a rimanere all'interno del Golfo del Messico", spiega Fabrice Collard del CLS (Collecte Localisation Satellites).

Mentre guardando l'area occidentale dell'Antartide, secondo le osservazioni del satellite europeo, si sta sviluppando un fenomeno analogo a quello nei ghiacci della Groenlandia. "Sono anche evidenti le variazioni nel livello dei ghiacci avvenute periodicamente. Ci sono periodi nei quali il livello sale e altri in cui si riduce: fenomeni niente affatto comuni", ha sottolineato Benoit Legresy, del laboratorio francese di studi geofisici Legos, di Tolosa

Augusto Rubei

Fonte foto: http://www.ilgiornale.it/

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