I satelliti potranno prevedere le eruzioni vulcaniche

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In un recente studio, scienziati della Rosenstiel School of Marine and Atmospheric Science (presso l'Università di Miami) si sono avvalsi dei dati trasmessi da un radar satellitare, l'Interferometric Synthetic Aperture Radar (InSAR) per scoprire se eventuali deformazioni del suolo possano fungere da segnali premonitori di un'eruzione vulcanica, nello specifico interessandosi dei vulcani delle Isole della Sonda, nell'arcipelago malese. Il team, guidato da Estelle Chaussard e Falk Amelung, ha in effetti raccolto prove di un sollevamento del terreno precedente alle eruzioni, dovuto all'accumularsi del magma nel sottosuolo.

Poter prevedere un'eruzione vulcanica è di fondamentale importanza per coordinare al meglio i soccorsi e salvare vite umane. Lo scorso settembre, un'inaspettata eruzione in Nicaragua ha costretto le autorità ad evacuare in tutta fretta migliaia di persone; eventi del genere certamente terrorizzano le popolazioni e causano seri danni alle coltivazioni e difficoltà nei collegamenti aerei. Prevedere con sufficiente anticipo l'eruzione potrebbe evitare queste complicazioni.

Gli scienziati utilizzano attualmente sistemi per monitorare l'attività vulcanica, sistemi che richiedono il posizionamento di particolari (e costosi) sensori in prossimità del vulcano per misurare le vibrazioni del terreno o la concentrazione di gas rivelatori, come l'anidride carbonica e l'anidride solforosa. D'altra parte, l'utilizzo di satelliti potrebbe rendere l'attività di monitoraggio più efficace, economica ed estesa. “Osservare questo sollevamento del suolo potrebbe aiutarci a predire dove avverrà la prossima eruzione vulcanica.” afferma Chaussard. “In regioni come l'Indonesia, ricche di vulcani che possono minacciare milioni di persone e dove il monitoraggio da terra è insufficiente, l'analisi satellitare può diventare il principale strumento di previsione.”

Chaussard e Amelung hanno utilizzato InSAR per studiare ben 79 vulcani indonesiani per tre anni, dal 2006 al 2009; i dati così ottenuti, riassunti in una mappa raffigurante l'elevazione del terreno, mostrano che tre vulcani, prima di eruttare, hanno dato luogo ad un precedente sollevamento del suolo.

L'idea di studiare le deformazioni del terreno che precedono un'eruzione vulcanica era già in circolazione da tempo.” spiega Amelung “In regioni particolarmente attive dal punto di vista vulcanico, l'utilizzo di InSAR può rivelarsi vincente; abbiamo a disposizione dunque uno strumento che ci permette di prevedere dove un'eruzione avverrà con elevata probabilità." E conclude: “Monitorare i cambiamenti che avvengono sulla superficie della Terra ci può aiutare a predire in maniera migliore l'evoluzione delle attività vulcaniche, che possono avere un impatto devastante sulle vite umane. Similmente a quanto avviene per i terremoti o gli tsunami, però, non possiamo avere l'assoluta certezza che un evento potrà verificarsi, ma contiamo comunque sul fatto che il monitoraggio satellitare possa aiutarci a raccogliere sempre più informazioni cruciali quasi in tempo reale, per anticipare il rischio di un'eruzione e distribuire al meglio le risorse dei soccorsi.”

Il team continuerà i suoi studi su altri vulcani dell'Indonesia e delle Filippine usando i dati provenienti dal satellite ALOS-2 dell'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), il cui lancio è previsto per il 2013, nella speranza di confermare la validità di questo nuovo strumento di previsione di fenomeni naturali così temibili.

Stefano Dell'Oro

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