Cambiamenti climatici: è tutta colpa dell'uomo

Cambiamenti climatici Muller

Cambiamenti climatici. Anche lo scettico, che si dichiara convertito, ormai ammette:È colpa dell’uomo. Così tuona Richard Muller in riferimento al Global Warming, il riscaldamento globale del nostro pianeta. Non ci credeva, ma ora ha cambiato idea, di fronte alle analisi condotte da Robert Rohde presso il Berkeley Earth, istituto da lui stesso fondato, in base alle quali risulta un aumento medio delle temperature sulla Terra di circa 1,5 gradi centigradi negli ultimi 250 anni, e di circa 0,9 negli ultimi 50. Cosa ancora più preoccupante: lo scienziato non ha alcuna fiducia nel futuro, per il quale prevede un analogo trend.

L’uomo dunque è la principale causa di questo problema, in quanto –secondo gli studiosi- il riscaldamento medio registrato sul nostro pianeta può essere attribuito in gran parte alle nostre attività. “Mi aspetto che il tasso di riscaldamento proceda ad un ritmo costante, circa un grado e mezzo per la Terra nei prossimi 50 anni –spiega infatti Muller- meno se si considerano anche le temperature degli oceani. Ma se la Cina continua la sua rapida crescita economica (che è stata in media del 10 per cento all’anno negli ultimi 20 anni) e il suo largo uso del carbone (aggiungendo un nuovo gigawatt al mese), tale riscaldamento potrebbe avvenire in meno di 20 anni.

Il grande paese asiatico infatti ha approvato un programma nazionale per ridurre le emissioni di gas serra, ma non si è assunta gli impegni del Protocollo di Kyoto. Nonostante il governo del paese stia subendo molte pressioni dalla comunità internazionale in questa direzione, alcuni ricercatori sono giunti alla conclusione preliminare secondo cui non è realistico pensare che la Cina adotti una riduzione vincolante nell’immediato futuro. Per il gigante dell’est, infatti, la priorità resta molto probabilmente lo sviluppo economico.

Il fattore Cina è sicuramente di primaria importanza dunque, da cui la considerazione di Muller, che, nonostante sottolinei come il riscaldamento prima del 1956 potrebbe essere stato causato dalle variazioni dell’attività solare e come una parte sostanziale del riscaldamento più recente potrebbe essere naturale, punta il dito contro l’uomo, e precisa: “Il nostro approccio all’Earth Berkeley ha fatto uso di sofisticati metodi statistici sviluppati in gran parte dal nostro scienziato di punta, Robert Rohde. Tali modelli ci hanno permesso di determinare la temperatura della Terra molto indietro nel tempo. Abbiamo studiato con attenzione le questioni sollevate dagli scettici”.

Pessimismo per il futuro dunque. A meno di inversioni di tendenza.

Roberta De Carolis

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