Terremoti: a rischio il 70% degli edifici?

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Se la terra trema il 70 per cento degli edifici italiani è a rischio crolli: a denunciare la situazione Alessandro Martelli, Responsabile del Centro di Ricerche Enea di Bologna e Paolo Clemente, ricercatore presso l’Unità Tecnica Caratterizzazione, Prevenzione e Risanamento Ambientale del medesimo centro, in audizione in Commissione Ambiente alla Camera.

Il 70 per cento del costruitoafferma infatti Martelli - non è in grado di reggere a sollecitazioni sismiche che potrebbe subire. Il problema è talmente grande che non facciamo un bel niente”.
A queste parole rincara il collega, tuonando: “Non si deve più suddividere tra costruzioni in zone sismiche e non. Noi non siamo secondi a nessuno, ma ci sono delle cose che devono essere migliorate: per esempio si potrebbero approfondire gli studi locali ed effettuare una valutazione delle strutture, con monitoraggio e manutenzione, applicazione di moderne tecnologie”.

Che l’Italia sia a rischio sismico è noto da molto tempo, non solo agli esperti. Eppure si susseguono terremoti e le nostre costruzioni continuano a cadere, causando morti e disastri. E mentre gli esperti sospettano la rottura di una nuova faglia, la politica reagisce cercando di tamponare la situazione attuale, con l’emanazione di decreti che indicano chiaramente la scarsa previdenza, insomma come se tutto questo fosse una sorpresa. Con l’aggravante che, nonostante le ripetute denunce sulla situazione dei nostri edifici, nulla di concreto sembra essere stato fatto, né previsto di fare.

A questo proposito anche Antonello Salvatori, ingegnere presso l’Università de L’Aquila, dice la sua, affermando: “L’isolamento sismico, cioè la separazione dell’edificio dal suolo andrebbe imposto come obbligo almeno negli edifici pubblici”.

È anche vero che prevedere i terremoti è impossibile, come dichiara Giuseppe Giunta, professore di Geologia strutturale presso l’Università di Palermo: “È come se un medico che conosce benissimo il proprio paziente debba esprimersi su quando questi si ammalerà e di che malattia. L’uomo – sostiene l’esperto - oggi non è assolutamente in grado di dire quando e dove si verificherà un terremoto”.

Ma ciò non toglie che la prevenzione, come per la salute, è un pilastro su cui dobbiamo investire, come ribadisce lo stesso Giunta: “È necessario mobilitarsi per imparare a vivere e convivere con i terremoti. È necessario fare degli investimenti in particolare per mettere in sicurezza i centri storici che a causa dei terremoti subiscono spesso danni irreparabili”.

Quanti altri morti e sfollati dovremo piangere prima che tutto questo si possa evitare?

Roberta De Carolis

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