Onde anomale, i killer dei mari

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Riuscite a crederci? Tra il 1985 e il 2005 a causa delle perturbazioni sono affondate più di 200 navi da trasporto merci. Un numero davvero notevole. E sapete qual è l’intemperie marittima ad oggi reputata la più pericolosa? Proprio lei, l’onda anomala.

“Nemmeno tanto tempo fa, quando i marinai descrivevano queste onde gigantesche, la gente pensava che avessero bevuto un po’ troppo. Oggi, con i nuovi strumenti di misurazione, ci rendiamo conto che invece sono reali.” A spiegarlo è Christian Kharif, scienziato di Marsiglia e grande esperto di onde anomale.

La rinnovata attenzione della comunità scientifica internazionale verso questi eccezionali fenomeni naturali, è dovuta a un triste episodio verificatosi poche settimane fa al largo della costa spagnola. La morte di due passeggeri di una nave cipriota colpita da tre onde alte 8 metri, che hanno letteralmente mandato in frantumi le finestre di vetro a prua della nave.

Ma come si generano queste onde? A differenza degli tsunami, fenomeni che devastano le coste ma che hanno origine da terremoti e maremoti, le onde anomale di solito sono alimentate dalle tempeste e dai venti marini. Una volta formatasi, l’onda anomala trae energia dalle altre onde più piccole, di modo che la forza procuratale dall’accumulazione è superiore alla somma delle singole parti.

Nella storia dell’oceanografia ci sono onde divenute leggenda. Oltre all’onda di 25,5 metri abbattutasi contro una piattaforma petrolifera al largo della Norvegia il 1° gennaio 1995 (e per questo soprannominata “l’onda dell’anno nuovo”), l’onda più grande finora registrata è stata avvistata nell’oceano Pacifico, dove negli anni ‘20 l’equipaggio di una nave cisterna americana si trovò davanti una massa d’acqua alta 35 metri.

Riccardo Moretti

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