Quali saranno le eruzioni vulcaniche del 2012?

Etna

Pompei, anno 79 d. C. Il Vesuvio erutta e cambia per sempre la fisionomia di una città, cristallizzandola in un solo momento, tragicamente storico. Islanda, anno 2010 d. C. Questa volta a eruttare è il vulcano Eyjafjallajökull. L’attività vulcanica origina una nube, persistente. Una nube pericolosa per la sicurezza del trasporto aereo.

I principali aeroporti europei aprono e chiudono a intermittenza (nel migliore dei casi), per diversi giorni. Ancora una volta, quasi 2000 anni dopo, lava e lapilli si trovano a condizionare il naturale svolgimento della vita umana, ad entrare, per fortuna per via meno traumatica, nella storia. Si potrebbero fornire numerosi altri esempi di simile natura, che giustificano l’estrema attenzione e il rigore scientifico con cui anche i fenomeni di attività vulcanica minore vengono monitorati.

Il 2012 è iniziato da meno di un mese, eppure sono già numerose le attività da segnalare. Su tutte, per ragioni non soltanto di vicinanza ma anche di entità, quella dell’Etna: si tratta, come sappiamo, del vulcano più alto e più attivo d’Europa. Già dalle prime ore del mattino del 5 gennaio, si registra la fuoriuscita di cenere e lava, che fanno seguito a 50 giorni di silenzio, dopo le 18 eruzioni del 2011.

Anche in altre zone del mondo tuttavia, si segnalano situazioni che necessitano di essere seguite con attenzione e completano il panorama così come è possibile fotografarlo a inizio 2012. Come riporta l’autorevole sito Discovery.com si tratta, principalmente, del vulcano indonesiano Lewotolo, la cui attività si è manifestata il 2 gennaio e di altri tre vulcani situati in Sudamerica, ovvero il Tungurahua, in Ecuador, il Galeras in Colombia e il Callaqui, in Cile.

Damiano Verda

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