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Vermi nello spazio: sono in grado di riprodursi

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Sono stati 4 mila Caenorhabditis Elegans i vermi protagonisti di indagini e osservazioni di un gruppo di studiosi inglesi della University of Nottingham. Inviati nello spazio sulla Stazione Spaziale Internazionale per tre mesi a bordo dello Space Shuttle Discovery, la scelta è ricaduta su questa specie poiché dotati delle stesse caratteristiche fisiologiche dell'uomo. In previsione dei viaggi che potrebbero coinvolgere essere umani da e per Marte.

Il Caenorhabditis Elegans è lungo circa un millimetro e vive in genere in regioni temperate. È un organismo spesso utilizzato negli studi biologici e, pur essendo semplice e trasparente e dall'aspetto cilindrico, è dotato di apparati e sistemi presenti in molte altre specie animali. E, con l'uomo, condivide qualcosa come 20 mila geni. Inoltre, sia i muscoli che il sistema nervoso funzionano in modo del tutto simile al nostro.

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Questi rappresentanti di Caenorhabditis Elegans, dopo essere stati osservati, hanno rivelato che riescono a riprodursi nello spazio e a crescere agli stessi ritmi della Terra. Siccome questi vermi vivono tra le due e le tre settimane, gli scienziati ne hanno potuto monitorare ben 12 generazioni. Sostiene il Dr. Szewczyk della Division of Clinical Physiology in the School of Graduate Entry Medicine: “Questi vermi ci permettono di identificare possibili cambiamenti nella crescita, nello sviluppo, nella riproduzione e nel comportamento di fronte a particolare condizioni ambientali, in un modo sicuro ed economico. In pratica, ciò potrebbe contribuire a dimostrare se l'uomo è pronto per resistere a un viaggio su Marte e se sarebbe in grado di sopportarne la permanenza”.

Per il momento, questi vermi hanno consentito agli scienziati di studiare alcuni problemi muscolari, come ad esempio la distrofia. Poiché gli astronauti accusano gravi problemi muscolari dovuti all'assenza di gravita, anche i vermi hanno dimostrato di patire gli stessi disturbi.

Conclude il Dr Szewczyk: “Diversi scienziati sono concordi nel dire che noi uomini potremmo colonizzare altri pianeti. Sebbene possa sembrare fantascienza, è anche vero che se l’uomo ha intenzione di evitare l’estinzione è necessario trovare il modo di vivere su altri pianeti. Molte agenzie spaziali mondiali si stanno impegnando su questo fronte. Sebbene possa essere sorprendente, molti cambiamenti biologici durante i voli spaziali coinvolgono allo stesso modo sia i vermi che gli uomini”.

Molti esperti concordano sul fatto che la sopravvivenza del genere umano dipenda dalla possibilità di colonizzare altri pianeti. Per questo sono numerose le indagini in corso d'opera che hanno l'obiettivo di fornire risposte sempre più plausibili in previsione di poter in futuro inviare una spedizione umana sul pianeta rosso. E il Caenorhabditis Elegans si è rivelato un ottimo strumento di ricerca proprio per via della sua mappa genetica.

Federica Vitale



Tags: marte  animali  space shuttle discovery  

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