Creato Martedì, 25 Ottobre 2011 10:26 Scritto da Antonino Neri

Oltre 40 milioni di incendi. Sono quelli divampati negli ultimi 10 anni su tutta la Terra, monitorati dai satelliti Nasa e raccolti in una galleria foto/video dalla stessa agenzia spaziale. Lo speciale reportage è stato diffuso in occasione della presentazione del lancio del NPOESS Preparatory Project (NPP), l'ultimo satellite Nasa di osservazione della Terra, la cuoi partenza è prevista per il prossimo 28 ottobre dalla base di Vandenberg, in California.
Come si legge sul sito della Nasa, sono più di 10 anni che i satelliti Terra and Aqua della Nasa monitorano la superficie della Terra, quattro volte al giorno, in cerca di incendi. Secondo la Nasa, i dati inviati fino ad ora “hanno rivoluzionato la comprensione del ruolo degli incendi nel cambiamento del suolo, negli ecosistemi e nel ciclo globale del carbonio”.
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Per Chris Justice, che all'Università del Maryland lavora all'elaborazione dei dati inviati dai due satelliti, non è esagerato chiamare la Terra il “pianeta del fuoco”. “In una giornata media del mese di agosto - ha spiegato Justice - vengono rilevati circa 10mila incendi in tutto il mondo”.
In questi 10 anni, in cui sono stati scansionati quasi 10 miliardi di ettari di terreno, si è evidenziato che circa il 70% degli incendi del mondo avviene in Africa, e più del 50% della superficie totale bruciata negli ultimi due decenni appartiene al continente nero.
Incendi ad intervalli regolari divampano anche in altre parti del mondo come in Asia sudorientale, nella pianura dell'Indo-Gange, nell'Europa orientale e nelle foreste tropicali dell'Indonesia e dell'Amazzonia, ma sono legati alle pratiche agricole e non hanno una portata simile a quella delle savane africane. I satelliti hanno mostrato anche che, negli ultimi 14 anni, l'area bruciata in tutto il mondo è diminuita di circa il 10%, anche a causa dei cambiamenti climatici. “La siccità persistente in alcune aree a rischio incendi dell'Africa e dell'Australia - ha spiegato l'italiano Luigi Boschetti dell'Università del Maryland, che contribuisce all'elaborazione dei dati - probabilmente spinta dal riscaldamento globale, ha lasciato alcune zone con poco carburante da bruciare”, mentre nel Nord America e nelle foreste boreali di Canada e Russia sono aumentati gli incendi di vaste dimensioni.
Antonino Neri