Creato Venerdì, 30 Settembre 2011 11:49 Scritto da Roberta De Carolis

Le piante si adattano a condizioni ambientali estreme per sopravvivere, e lo fanno accendendo e spegnendo geni specifici: lo ha scoperto un gruppo di ricercatori composto da biologici e informatici della Michigan State University (Usa). Lo studio è stato condotto sull’Arabidopsis thaliana (piccola pianta del gruppo delle Angiosperme) che ha un genoma composto da 25 mila geni, dei quali da 3 mila a 10 mila sono usati affinché la pianta sopravviva in difficili condizioni esterne.
“Per ora non sappiamo come questi geni vengano accesi o spenti - precisa Shin-Han Shiu, biologo vegetale presso la Michigan State University - Ma ora noi abbiamo un’idea migliore di come questi lavorino, e questo ci darà maggiori opportunità di controllarli per aiutarli ad agire in condizioni estreme”.
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Le piante quindi hanno dei particolari interruttori che si mettono in posizione “on” o “off” in modo da consentire loro di sopravvivere in condizioni molto difficili. Il meccanismo con cui il processo avviene è dovuto al legame di alcune molecole, chiamate ‘trans-regolatorie’, su alcune regioni del Dna, chiamate ‘cis-regolatorie’. Questo legame fa sì che il Dna venga trascritto solo nelle zone dove ci sono i geni di interesse.
La scoperta è stata frutto di una collaborazione tra biologi e informatici, in quanto è stato usato un computer per studiare le possibili combinazioni dei geni che potevano essere accesi o spenti. “Supponi di avere migliaia e migliaia di questi interruttori davanti a te – commenta Shiu - e vuoi sapere quale combinazione realizzerà la corretta risposta nella pianta. Non lasciare che lo facciano gli uomini, ma che dipendiamo dalle macchine per trovare la soluzione”.
Il lavoro è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences.
Roberta De Carolis