Missione Aquarius: in orbita per studiare i cambiamenti climatici

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Avrà inizio il prossimo 9 giugno la missione internazionale di Aquarius/SAC-D, uno strumento di osservazione che studierà le interazioni tra gli oceani, il ciclo dell’acqua ed il clima. Il tutto con la semplice misurazione della salinità della superficie dei mari.

Il progetto nasce in California, al Vandenberg Air Force Base, dove in questi giorni si stanno effettuando gli ultimi test prima del lancio. L’osservatorio Aquarius raggiungerà l’orbita a bordo del razzo spaziale Delta II. La missione è opera della collaborazione tra la Nasa e l’Argentina Space Agency, la Comision Nacional de Actividades Espaciales (CONAE). Ma si avvale anche della cooperazione di altri paesi coinvolti nelle ricerche spaziali, tra i quali si segnalano il Canada, la Francia e l’Italia.

SAC è l’acronimo di Satelite de Applicaciones Cientificas. Tutta la strumentazione è stata assemblata a Pasadena al Jet Propulsion Laboratory. Oltre ad Aquarius, prenderanno la direzione dell’orbita anche altri sette esperimenti che avranno il compito di raccogliere dati riguardo la qualità dell’aria, le intemperie naturali e le epidemie.

Ma è su Aquarius che sono puntati i riflettori. Attraverso un radiometro, l’osservatorio spaziale, infatti, misurerà la salinità degli oceani monitorando le emissioni delle microonde che sopraggiungono dalla superficie dell’acqua. La salinità degli oceani varia con il variare del livello dell’acqua, soprattutto in mare aperto. Aquarius sarà in grado di misurare la salinità di piccole porzioni di mare e determinarne così il suo grado.

Inoltre, Aquarius traccerà una mappa degli oceani ogni settimana per almeno tre anni e verrà posizionato ad una distanza di 408 chilometri dalla Terra. Tutti i dati raccolti nel corso delle settimane forniranno un quadro d’insieme dell’intero mese con una stima della salinità sempre sotto controllo e in differenti punti del pianeta.

La salinità è il punto di unione che collega le due maggiori componenti dell’intero complesso climatico terrestre: la circolazione oceanica ed il ciclo globale dell’acqua”. È quanto spiega l’autore dello studio Gary Lagerloef dell’Earth&Space Research di Seattle. “Aquarius mapperà le variazioni globali della salinità nel dettaglio, portando a nuove scoperte che miglioreranno la nostra capacità di predire il futuro del clima”.

La salinità, infatti, gioca un ruolo determinante nei cambiamenti climatici. Le osservazioni di Aquarius riveleranno le variazioni della salinità e come queste influenzeranno la circolazione oceanica, tracciando il percorso delle acque fresche attorno al nostro pianeta e monitorando il cambiamento climatico. La superficie del mare ed il suo riscaldamento modificano l’atmosfera del pianeta. Si stima che circa l’80 per cento dell’acqua globale che spinge le acque fresche dall’oceano all’atmosfera e poi sulla terra ritorna indietro nelle masse oceaniche.

La missione Aquarius/SAC-D è il risultato di 17 anni di collaborazione tra la Nasa e il CONAE. La Nasa si occuperà dei mezzi per portare in orbita le attrezzature e del lancio che avverrà al Kennedy Space Center. CONAE fornirà la navicella SAC-D, una telecamera ottica ed una termica e, infine, un radiometro a microonde. L’Italia prenderà parte al progetto fornendo alcune utili strumentazioni di bordo.

Federica Vitale

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