NextMe

Se le guerre aiutano l'ambiente

guerra

Sulle incidenze del clima, e quindi delle risorse naturali, nelle dispute tra gli uomini sono state scritte miliardi di pagine. Prima dell’avvento della 'Finanza' si combatteva per il cibo, per l’acqua, per le foreste, per un mare o un fiume. Uno studio del 2007 evidenzia come 12 dei 15 maggiori conflitti nella Cina Dinastica siano stati influenzati, se non proprio determinati, dal sensibile abbassamento delle temperature medie e le conseguenti carestie, che a loro volta sfociavano nelle ribellioni internamente e determinavano l’esposizione delle popolazioni alle invasioni esterne.

Questa dinamica sembra perfino aver giocato un ruolo determinante anche nella caduta dell’impero Romano. È in questo contesto che si è svolta la ricerca di Julia Pongratz del Carnegie Institution for Science: la ricercatrice si è posta il problema contrario, che peso hanno avuto le 'guerre' nel cambiamento climatico?

 

Terremoto Emilia Romagna: altre scosse

Emilia Romagna. Un tremendo terremoto ha scosso...

Leggi tutto...

Vortici nel Mediterraneo: scoperti grazie ai neutrini

Nel cuore del Mediterraneo ci sono vortici dal...

Leggi tutto...

All'interno del suo studio la Pongratz spiega che alla massiccia riduzione della popolazione per guerre, epidemie o carestie, si associa una possibilità di crescita ed espansione delle foreste e quindi un aumento del consumo di anidride carbonica in favore dell’immissione di ossigeno in atmosfera con conseguente riduzione dell’effetto serra.

Un esempio di questo processo si può trovare, secondo la ricercatrice, analizzando il periodo delle invasioni Mongole in Asia (1200 – 1380). Secondo gli storici in questo lasso di tempo morirono oltre 15 milioni di persone. Le aree una volta occupate dalla presenza umana si riforestarono, e attraverso la fotosintesi furono sottratti all’atmosfera ben 700 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Evoluzioni analoghe si sono avute anche con la conquista delle Americhe (1519 – 1700), 'La Morte Nera', la celeberrima epidemia di peste (1347 – 1400) e la caduta della Dinastia Ming in Cina (1600 – 1650). Tristemente, la Pongratz conclude: “Qualsiasi vantaggio le foreste abbiano tratto dalle guerre e dalla morte dell’uomo non è riuscito a bilanciare una lunga e congrua attività di deforestazione. Su questo pianeta, troppo a lungo ci sono state troppe persone e pochi alberi”.

Andrea Pallini

 



Tags: cambiamento climatico  guerra  ecosostenibilità  

NextMe.it è un supplemento di greenMe.it Testata Giornalistica reg. Trib. Roma, n° 77/2009 del 26/02/2009 - p.iva 09152791001 - © Copyright 2009-2012

Top Desktop version