Creato Lunedì, 27 Dicembre 2010 13:31 Scritto da Augusto Rubei

Sequenziati i genomi della fragola selvatica e del cacao: nel primo caso per identificare i geni che consentono alla varietà una maggiore resistenza ai patogeni; nel secondo caso, invece, al fine di svelare le basi genetiche dei cammini che portano ai più importanti tratti di qualità del cioccolato.
A portare a termine gli studi, entrambi pubblicati su Nature Genetics, il Cirad di Montpellier, con Mark Guiltinan dell'Università del Penn State, insieme a scienziati di altri 18 centri di ricerca, che del cacao hanno analizzato una delle varietà più pregiate: il Theobroma cacao. Mentre a mappare la fragola è stato un gruppo di specialisti di 5 continenti che fanno parte del consorzio 'The International Strawberry Sequencing Consortium'.
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"Quello della fragola è un genoma importante da sequenziare in quanto è strettamente correlato a un gran numero di cose che mangiamo", ha spiegato Dan Sargent, che ha guidato le indagini riguardanti la fragola selvatica. "Dato che gli agricoltori hanno incrociato e ibridato per secoli le colture per migliorarne caratteristiche come il gusto e il valore nutrizionale, questi tendono ad avere genomi grandi e complessi - ha poi aggiunto l'esperto - Ma quello della fragola selvatica è relativamente piccolo e ci permette di accedere a tutti i geni utili in modo comparativamente semplice".
A fargli eco Claire Lanaud del Cirad, in Francia, che ha coordinato gli esperimenti sulla variante Criollo del cacao: "La produzione di cacao di prima qualità è inferiore al 5 per cento della produzione mondiale, a causa della bassa produttività e della suscettibilità alle malattie".
"La nostra analisi del genoma ha svelato le basi genetiche dei cammini che portano ai più importanti tratti di qualità del cioccolato - ha infine concluso una sua collaboratrice, Siela Maximova - Quelli della biosintesi di oli, flavonoidi e terpeni, ma anche alla scoperta di centinaia di geni potenzialmente coinvolti nella resistenza ai patogeni, che possono essere sfruttati per sviluppare varietà di élite".
Augusto Rubei