Creato Martedì, 12 Gennaio 2010 15:34 Scritto da Marco Di Mico

Uno studio compiuto dalla U.S. Geological Survey, ci informa che nel medio Pilocene, ossia circa 3 milioni di anni fa, durante la stagione estiva, l'Oceano Artico e il Mare del Nord erano troppo caldi per rimanere ghiacciati. In questo periodo la temperatura superficiale dell’acqua era compresa fra i 10 e i 18 gradi, mentre ora è vicina allo 0. In sostanza, quel periodo era caratterizzato da temperature simili a quelle previste per la fine di questo secolo.
Questo studio è importantissimo perché può essere utilizzato come modello per cercare di prevedere le future condizioni del pianeta. Ma getta un po’ di sconcerto fra chi sostiene che il surriscaldamento terrestre sia attribuibile alle odierne emissioni di CO2 dovute all’attività umana.
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In realtà, tale certezza era stata già incrinata da un manifesto apparso sul New York Times il 19 novembre 2008 e firmato da 114 scienziati, fra cui anche alcuni premi nobel. Fra gli italiani troviamo Antonio Zichichi, presidente della World Federation of Scientists e della Società Europea di Fisica, e Umberto Crescenti, ex Presidente della Società Italiana di Geologia.
I firmatari sostengono che i modelli di riferimento sono errati e che, al momento, non esiste nessun cambiamento climatico.
Attualmente, quindi, siamo in presenza di tre diverse tesi:
Naturalmente, molti altri istituti di ricerca, organizzazioni internazionali e lo stesso presidente Obama, sostengono la tesi “C”. Ma, la presenza di voci non concordi nel mondo accademico e scientifico dovrebbe invitarci ad affrontare il problema del Global Warming senza cadere in convinzioni aprioristiche.