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E Mosè aprì le acque. Nessun miracolo, fu colpa del vento

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Scoperto il fenomeno alla base del miracolo del Mar Rosso. Secondo uno studio condotto dall'Us National Centre for Atmospheric Research e dall'Università del Colorado, pubblicato dalla rivista online Public Library Research, l'apertura del mare al passaggio degli Ebrei avrebbe un fondamento scientifico.

Il 'segreto', scoperto effettuando 14 simulazioni al computer, starebbe nella velocità  del vento. Per cui è stato ipotizzato che se forti raffiche da 100 chilometri orari spirassero per oltre dodici ore, si creerebbe potenzialmente un 'ponte' di terra lungo 5 chilometri e largo 3 per quattro ore.

Il tempo sufficiente al popolo ebraico guidato da Mosè di fuggire dall'Egitto verso Israele passando per il Sinai. Ovviamente, al cessare del vento le acque sarebbero tornate al proprio posto. Al di là del risvolto teologico che una simile scoperta potrebbe avere, è interessante comprendere il fenomeno più che la sua natura. Che sia stato un fenomeno naturale o indotto da un'enità superiore, non è certo questa la sede dove dibatterne.

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Ciò che importa qui è  darne un fondamento scientifico. Dall'analisi di reperti archeologici e dalle misurazioni satellitari, gli studiosi sono riusciti a stimare i flussi e le profondità delle acque di 3 mila anni fa nel tratto di mare descritto dalla Bibbia. Secondo lo studio, la traversata non sarebbe avvenuta all'altezza dell'odierna Suez, come la Bibbia sostiene, ma circa 40 km più a nord, nei pressi dell'odierna Port Said.

A quanto pare, fenomeni simili erano stati altre volte attestati in euella zona. Sfogliando il diario del generale Alexander Tulloch, un ufficiale britannico, che nel XIX secolo si trovava proprio nel luogo dove, secondo la Bibbia l'imposizione delle mani di Mosè provocò l'apertura delle acque, i ricercatori hanno letto: "Il lago era scomparso e i nativi lo attraversavano a piedi camminando nel fango". E quel vento spirava "da est", scrive l'ufficiale, proprio come quello di Mosè.

Carl Drews, coordinatore dello studio ma anche fervente cristiano, ha spiegato: "La separazione della acque può dunque essere attribuita alle leggi della fisica e alla dinamica dei fluidi. Molta gente si è chiesta se la storia dell'Esodo è basata su fatti storici e il nostro studio suggerisce che la narrazione biblica è perfettamente verosimile".

Nulla di "dissacrante", anzi. Un tentativo di dare conferma a quanto si legge nella Bibbia attraverso la scienza.

Francesca Mancuso

 



Tags: mosè  miracolo acque  spiegazione  scienza  sinai  mosè  bibbia  Us National Centre for Atmospheric Research  

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