Le celle fotovoltaiche del futuro useranno il Blu-Ray

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Le celle fotovoltaiche del futuro potrebbero sfruttare il Blu-Ray. Proprio così. La tecnologia usata per i video permetterà infatti di aumentare le prestazioni che si potranno ottenere grazie all'energia solare. Ad averlo provato è una nuova ricerca dalla Northwestern University.

Il Blu-Ray è una tecnologia che usa per la lettura e la scrittura un laser a luce blu (405 nm), di lunghezza d'onda più corta rispetto al CD (720 nm) ed al DVD (650 nm). In questo modo, un Blu-Ray disc è in grado di contenere fino a 200 GB di dati, quasi 40 volte di più rispetto a un DVD Single Layer-Single Side, che ha capienza pari a 4,7 GB.

I ricercatori della Northwestern hanno dimostrato che le stringhe di codice binario di un disco Blu-ray  incorporate per memorizzare le informazioni video, danno celle solari la struttura quasi ottimale per migliorare il loro assorbimento dell'ampio spettro della luce solare.

Il contenuto del disco non conta, che sia un cartone animato, un film di fantascienza o una commedia, le presentazioni sono assicurate. “Abbiamo avuto la sensazione che i dischi Blu-ray avrebbero potuto funzionare per migliorare le celle fotovoltaiche, e, per la nostra gioia, abbiamo scoperto che i modelli esistenti vanno bene”, ha detto Huang Jiaxing, chimico dei materiali e professore associato di scienza dei materiali e ingegneria della McCormick School of Engineering and Applied Science., che ha partecipato alla ricerca. “È come se gli ingegneri elettronici e gli informatici che hanno sviluppo la tecnologia Blu-ray abbiano inconsciamente fatto anche il nostro lavoro”.

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Chi poteva immaginare che i dischi Blu-ray si sarebbero rivelati utili anche in campo energetico? Già considerati uno dei modi migliori per conservare i film ad alta definizione, se fossero usati al posto delle attuali celle migliorerebbero l'assorbimento della luce del 21,8 per cento. Senza apportare alcuna modifica, la tecnologia già esistente è in grado di potenziare le celle fotovoltaiche.

Così, in collaborazione con Cheng Sun, professore associato di ingegneria meccanica della McCormick, Huang e il team di ricercatori ha provato a vedere in che modo i dischi miglioravano l'assorbimento della luce nelle celle. Per provarlo, il team di ricerca ha selezionato il film Supercop e replicato il modello sul livello attivo di una cella polimerica. È stato così scoperto che essa diventava più efficiente rispetto a una cella solare di controllo con un pattern casuale sulla sua superficie.

Nel campo delle celle solari, è noto che se una “trama” è posta sulla superficie di una cella, la luce viene diffusa in modo più efficace, aumentandone l'efficienza. Gli scienziati da tempo sono alla ricerca di una soluzione più efficace con costi di produzione ragionevoli.

Sarà questa dunque la strada che porterà alla produzione delle celle solari del futuro?

Francesca Mancuso

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