La storia della fusione fredda: oggi è di Rossi e Focardi

focardi rossi

Rossi e Focardi. Ultima in termini cronologici è la storia di Andrea Rossi, cui viene associato il nome del prof. Sergio Focardi, dell'Università di Bologna. Le loro vicende hanno destato grande clamore proprio recentemente, tra speranze, auspici e controversie, e cioè quelle che hanno portato all’allestimento prima e alla produzione industriale poi, dell'E-Cat.

Questa tecnologia LENR dovrebbe basarsi sulla Cella Elettrolitica “Asciutta”: un contenitore di materiale isolante riempito con idrogeno in forma gassosa, con al suo interno due elettrodi conduttivi metallici (1gr di nichel in questo caso). Il primo elettrodo, chiamato catodo, è in grado di 'assorbire' gli atomi di idrogeno collegato al polo negativo di un alimentatore a corrente continua. Il secondo elettrodo, l’anodo, è collegato al polo positivo dello stesso. In tali catodi, con opportune tecniche, può essere accumulato un grosso quantitativo di gas. La quantità di gas accumulabile all'interno del reticolo cristallino del metallo può arrivare a circa un atomo di gas per ogni atomo di metallo. Un accumulo così elevato, a certe condizioni non ancora del tutto note (e tantomeno spiegate dai due ricercatori italiani, anche perché il brevetto è coperto da segreto industriale) può innescare fenomeni di generazione anomala di calore, quindi ottenere più energia di quella che si è immessa per dare vita al fenomeno stesso.

"Dietro questo processo non c'è una base teorica: per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato", sostiene Rossi e sul perché questi esperimenti non avvengano in ambito accademico Focardi spiega: "I miei colleghi non ci credono, sono scettici. Non so come un protone di idrogeno possa entrare nel nucleo di nichel, ma avviene. Ed è la strada dell'energia per l'umanità".

Se da una parte, la comunità scientifica ed industriale ha mostrato grande interesse verso l’E-Cat, dall'altra numerosi sono anche i dubbi, le contraddizioni, che si accompagnano alla reticenza degli stessi Rossi e Focardi a “svelare” qualcosa in più sul funzionamento e l’utilizzo dell’E-Cat stesso.

Le pur grandissime aspettative sono state spesso deluse da comportamenti non proprio limpidi, quando non palesemente contraddittori, dell’ingegnere italiano, vuoi per un comprensibile spirito di “autoconservazione” - visti i precedenti - vuoi per interesse personale dello stesso Rossi. In ogni caso, stando a quanto Rossi dice, il suo dispositivo funziona, ed è con crescente attesa che si attendono sviluppi positivi a beneficio dell’intera umanità.

È mai possibile che non si riesca a guardare a questi eventi cruciali per l’umanità con spirito fraterno e lungimirante? È mai possibile che il vantaggio economico ed il potere quasi assoluto acquisito dalle lobbies di settore possano essere così enormi da destinare la Terra ad un futuro incerto quanto irto di pericoli?

Tanti i limiti insiti nell’uomo, dalla sua avidità alla sua sete di potere, dall'assoluta cecità al cinismo. Se Rossi avesse ragione avremmo l'ulteriore conferma che è necessario affidarci a quella manciata di eroi che a scapito della loro stessa vita si sono messi e si mettono a disposizione dell’uomo e di questo pianeta.

Andrea Pallini

Leggi la prima parte: La storia della fusione fredda: tutto inizia con Fleischmann e Pons

Leggi la seconda parte: La storia della fusione fredda: dagli Stati Uniti all'Italia

Leggi la terza parte: Il punto sulla fusione piezonucleare

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